L’ex presidente della Juve Stabia Alfredo Guerri, estromesso dal Cda dopo lo scoppio del caso superbonus, scrive ai tifosi gialloblù tranquillizzandoli: il club non c’entra nulla
La Juve Stabia è finita di nuovo al centro di una bufera. Dopo l’amministrazione giudiziaria per il rischio di infiltrazioni mafiose e l’inadempienza del maggior azionista della scorsa stagione, in questi giorni è arrivata la notizia del sequestro di 153 milioni di euro per il nuovo presidente, Alfredo Guerri, che ha salvato il club dalla liquidazione. Ma ora è stato estromesso dal Cda perché oggetto di un’indagine di grande portata.
Così Guerri ha deciso di replicare inviando una lettera ai tifosi della Juve Stabia, che è pure stata penalizzata con un altro -2 per non aver inviato in tempo dei documenti alla Figc. E sono in tutto 4 i punti che le mancano in classifica. L’ex presidente ha scritto sulle colonne di Metropolis che innanzitutto desidera
Tranquillizzare i tifosi e tutti coloro che hanno a cuore i colori gialloblù: le vicende giudiziarie di cui si è parlato riguardano la mia attività imprenditoriale e non sono in alcun modo collegate alla Juve Stabia. Non devono, pertanto, alimentare accostamenti che non corrispondono alla realtà dei fatti
Juve Stabia e indagine sono due cose separate. Il sequestro riguarda infatti le attività imprenditoriali di Guerri, legate al Superbonus varato dal governo di Giuseppe Conte nel periodo Covid:
la vicenda trae origine da un’interpretazione tecnica non corretta del funzionamento di un meccanismo complesso, quello del Superbonus 110%. La grande risonanza di questa misura e la complessità della materia possono favorire semplificazioni e suggestioni che rischiano di allontanare l’attenzione dagli aspetti tecnici sui quali occorre fare chiarezza. Siamo convinti di poter spiegare e documentare in modo trasparente le ragioni del nostro operato, nelle sedi competenti e nel pieno rispetto del lavoro della magistratura
Juve Stabia, Guerri: squadra e indagini sono filoni separati

Caos Juve Stabia, l’ex presidente Alfredo Guerri si difende dalle accuse: la lettera ai tifosi
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Il presidente estromesso dal Cda ha dunque preso la parola per precisare che la Juve Stabia non è coinvolta da questo scandalo. Anzi, Guerri chiede che, mentre sarà fatta chiarezza a livello giudiziario, la tifoseria resti accanto alle Vespe. Perché quanto successo non influisca sull’andamento sportivo:
Confido che, attraverso il lavoro degli organi competenti e le garanzie previste dall’ordinamento, si possa fare chiarezza su ogni aspetto della vicenda. Il mio non è assolutamente un addio. La priorità, oggi, è proteggere la Juve Stabia e la serenità di chi lavora ogni giorno per questi colori. Non posso consentire che il mio percorso difensivo condizioni quello della società, né che una vicenda estranea al club possa distrarre la squadra dai suoi obiettivi.
Mi auguro profondamente che quanto sta accadendo non influisca sui ragazzi e sul loro lavoro. L’affetto per questi colori resta intatto, così come il legame con una città e una tifoseria che in questi mesi mi hanno dato più di quanto potessi immaginare. Ai tifosi gialloblù chiedo una cosa sola: restate accanto alla squadra, oggi più che mai



