La Sampdoria di Bernardo Corradi contro il Catanzaro ritrova la vittoria e quella cazzimma necessaria per uscire da un periodo non facile, anche per lui…
Di vittorie belle, brutte, di corto muso, ne abbiamo viste tante. Ma quella contro il Catanzaro è diversa. Non vale tre punti. Può essere il cambio di marcia che ci voleva.
Perché per la prima volta la Sampdoria non ha vinto nonostante tutto. Ha vinto “grazie a tutto”.
Grazie all’autorete di Gartenmann allo scadere.
Grazie al gol annullato a Insigne che sembrava la solita condanna.
E grazie a quel rosso ad Abildgaard che ancora adesso in pochi hanno capito.
Fino a una settimana fa, ogni episodio sfavorevole era un alibi. Ieri è diventato benzina.
E qui sta la vera notizia. Non il 2-1. Ma come è arrivato.
In dieci uomini, Corradi non ha messo il pullman davanti alla porta.
Ha abbassato il baricentro, ha chiuso il centro e ha detto ai suoi:
“Se ci attaccano sulle fasce, li facciamo crossare. Noi ripartiamo”.
È calcio, ma è anche coraggio. La gestione della sofferenza che a questa squadra è mancata per un mese.
Poi c’è la panchina. Per settimane abbiamo parlato di una Samp corta, decimata, senza salute. Chi è entrato ha deciso la partita.
Salvatore Esposito porta equilibrio. Quando la palla scotta, lui la vuole. Fa respirare la squadra, le da’ un tempo. Senza di lui questa Samp va in apnea.
Il pressing di Gennaro Tutino, che costringe il difensore all’errore, e Tjas Begic che ci crede come ci deve credere un attaccante affamato.
Sampdoria, l’abbraccio tra Corradi e Lombardo. E quella carattere di Insigne…
Sampdoria, quella CAZZIMMA che abbiamo aspettato cinque partite…
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Non è fortuna. È un segnale che lo spogliatoio è vivo.
Che il magazziniere di cui parlava Corradi in conferenza stampa, davvero, fa parte del gruppo.
In mezzo a tutto questo, due certezze che non possono più essere messe in discussione.
Tobias Lauritsen e Lorenzo Insigne. Non sono due giocatori importanti. Sono i giocatori dai quali non si può prescindere.
Lauritsen conclude e fa due assist ma fa molto di più: lega il gioco, viene incontro, attacca la profondità. Insigne, anche quando gli annullano un goal, fa paura solo a stare in campo.
È il top player. Quello che ti fa vincere le partite sporche.
Ma se dovessimo scegliere una foto non prenderemmo il goal di Begic. Prenderemmo l’abbraccio finale tra Bernardo Corradi e Attilio Lombardo.
Lì dentro c’è tutto quello che ci è mancato: un allenatore che si sentiva in discussione ogni giorno e che si prende la sua rivincita, una squadra che finalmente ha smesso di chiedere scusa.
La Sampdoria ha ritrovato la cazzimma. Non quella urlata, da bar. Quella vera: reagire alle difficoltà senza perdere lucidità.
Adesso arriva la sosta di 20 giorni. Quella che Corradi invocava per recuperare gli infortunati.
Ci arriva con tre punti che valgono sei.
È da qui che si deve ripartire.



