Italia, caccia al nuovo CT: mentre Mancini cerca il “perdono” dopo l’Arabia, Conte risale nelle preferenze di Malagò
Mentre i tifosi della Sampdoria attendono l’annuncio ufficiale di Bernardo Corradi, il calcio italiano volta pagina. Giovanni Malagò ha vinto le elezioni per la presidenza della FIGC con il 68,58% delle preferenze, superando nettamente Giancarlo Abete e promettendo una dedizione totale, “h24”, per la scelta del nuovo Commissario Tecnico. Il nuovo numero uno del calcio italiano eredita una decisione difficile e il casting, dopo settimane di sondaggi coperti, si è ormai ridotto a un testa a testa tra due vecchie conoscenze: Antonio Conte e Roberto Mancini.
Fino a pochi giorni fa, Roberto Mancini sembrava il favorito assoluto per un clamoroso ritorno. Il tecnico jesino ha già manifestato segnali espliciti di pentimento per la fuga dorata in Arabia Saudita e ha persino risolto il suo legame con l’Al-Sadd, rinunciando a circa 10 milioni di euro. Mancini sarebbe pronto ad accettare un ingaggio contenuto, intorno ai 2,5 milioni di euro fino al 2030, ma la sua strada è in salita. I club di Serie A, guidati da Beppe Marotta, non hanno perdonato quello che definiscono un “tradimento” avvenuto a qualificazioni mondiali aperte. Malagò deve quindi fare i conti con la propria maggioranza, che non vede di buon occhio il ritorno del “Mancio”.
Malagò tra due fuochi: Mancini ha l’accordo, ma Marotta e i club spingono per Antonio Conte

Panchina Italia, Secolo XIX: Antonio Conte supera Roberto Mancini? La situazione
LEGGI ANCHE Panchina Sampdoria, Bernardo Corradi non ha paura di niente. Chiedete a Juan Jesus… L’episodio
Dall’altra parte della barricata spunta con forza il nome di Antonio Conte. Il tecnico salentino, libero dopo l’addio al Napoli, rappresenta il profilo che convince maggiormente le componenti tecniche e i grandi elettori come Aurelio De Laurentiis. Conte cerca un’esperienza dai ritmi meno usuranti rispetto a quelli di un club e ha già dimostrato nel biennio 2014-2016 di saper ricreare la giusta mentalità in contesti difficili. L’unico vero scoglio resta l’aspetto economico: lo stipendio da 9 milioni percepito nell’ultima stagione è fuori portata per la Federazione, ma Malagò potrebbe riproporre il “modello 2016”, ricorrendo all’intervento di sponsor per coprire una parte dell’ingaggio.
Se il duello tra i due pesi massimi dovesse saltare, Malagò tiene d’occhio la carta a sorpresa che risponde al nome di Francesco Farioli. Il tecnico 37enne, reduce dal successo in Portogallo con il Porto, stuzzica l’idea di una ripartenza totale, anche se la clausola rescissoria da 15 milioni di euro rende l’operazione quasi impossibile per le casse federali. Sullo sfondo restano i profili di Stefano Pioli e l’ipotesi di un coinvolgimento di Paolo Maldini come Direttore Tecnico del Club Italia, figura che raccoglie consensi unanimi per affiancare il nuovo CT.
Mentre l’Italia calcistica attende di capire chi siederà sulla panchina della Nazionale, il nuovo presidente è già volato a Losanna per impegni olimpici, ma venerdì incontrerà il ministro Abodi per definire il budget di questa operazione rilancio.



