“Per un calcio giusto e popolare”: la protesta arriva in FIGC. Dalla petizione in Senato al presidio a Roma
È ufficiale: Giovanni Malagò è il nuovo presidente della Federcalcio. L’elezione è avvenuta durante l’Assemblea elettiva riunita al Rome Cavalieri Waldorf Astoria Hotel di Roma, dove l’ex numero uno del Coni ha ottenuto il 68,58% dei voti, superando nettamente lo sfidante Giancarlo Abete. Malagò succede così al dimissionario Gabriele Gravina, assumendo la guida di un sistema calcio reduce dal fallimento della mancata qualificazione ai Mondiali 2026.
Figc, vince Malagò: gli ultras fuori: «Per un calcio giusto e popolare»

Movimento Ultras, la protesta “Per un calcio giusto e popolare” arriva anche all’esterno dell’assemblea Figc. I dettagli
LEGGI ANCHE UFFICIALE – Figc, Giovanni Malagò è il nuovo presidente. Ora tocca a Roberto Mancini
Mentre all’interno dell’hotel si decidevano i nuovi equilibri politici, all’esterno il clima è stato acceso dalla contestazione dei tifosi. Circa cinquanta ultras, in rappresentanza di diverse Curve italiane, hanno dato vita a un presidio sotto lo slogan “Per un calcio giusto e popolare”. Il movimento ha esposto uno striscione con scritte bianche su sfondo nero per ricordare la petizione da circa 143mila firme presentata recentemente in Senato.
I manifestanti hanno intonato cori come “Trasferte libere per tutti”, “Le partite alle tre” e “Il calcio siamo noi”, chiedendo riforme concrete alla nuova governance. Tra cui:
- Prezzi dei biglietti più bassi per favorire l’accesso popolare agli stadi.
- Calendari e orari rispettosi dei lavoratori, in contrasto con lo spezzatino televisivo.
- Una revisione delle regole sull’emissione dei DASPO.
Per Malagò si prospetta dunque una presidenza di grandi sfide: se da un lato deve gestire la ricostruzione tecnica della Nazionale con il ritorno di Mancini, dall’altro dovrà confrontarsi con la forte pressione di una base popolare che chiede a gran voce un calcio meno elitario e più vicino ai tifosi.



