La Sampdoria non ha ancora un allenatore da far sedere sulla propria panchina. Ma Tey e Walker vogliono fare le cose in grande o no?
Storia di un film già visto. In questi ultimi giorni ho provato a dare fiducia alla società, ma ho la sensazione che sia cambiato ben poco rispetto a quanto ci ha abituato negli ultimi anni.
Fabio Pecchia? Davide Possanzini? Luca Gotti? Nuovamente Attilio Lombardo? Sono colpi di scena che, negli ultimi anni, si sono ripetuti con una frequenza quasi costante.
Prima Pecchia: si parlava di un annuncio previsto per il 19 giugno, ma già il 17 giugno Possanzini sembrava averlo superato nelle preferenze, anche perché Pecchia avrebbe chiesto garanzie tecniche superiori a quelle offerte dalla società.
Poi, il 18 giugno, anche Possanzini si allontana dalla Sampdoria e si avvicina al Südtirol, non avendo ottenuto le garanzie necessarie per portare con sé il proprio staff.
A quel punto, la società blucerchiata avrebbe individuato in Luca Gotti il principale candidato per la panchina. Il curriculum, sulla carta, può essere quello adatto a una realtà come la Sampdoria.
La sua ultima esperienza è stata sulla panchina del Lecce nella stagione 2024/25, conclusa con l’esonero alla 12ª giornata. In precedenza aveva guidato Spezia e Udinese, senza ottenere risultati particolarmente brillanti.
Questo potrebbe significare che Gotti abbia voglia di riscattarsi dopo alcune stagioni sottotono. Un’altra scommessa della società, dunque, su un allenatore che potrebbe accettare compromessi e decisioni non sempre in linea con le proprie esigenze.
Eppure, mentre si susseguono nomi e trattative, all’orizzonte torna a farsi strada anche una soluzione che sembrava accantonata: Attilio Lombardo. Un ritorno di fiamma che alimenta ulteriormente la sensazione di una società ancora alla ricerca di una direzione precisa.
Non solo. L’eventuale scelta di Lombardo potrebbe essere legata a una variabile tutt’altro che secondaria: qualora Roberto Mancini dovesse essere chiamato nuovamente alla guida della Nazionale, è difficile immaginare che Lombardo non decida di seguirlo nella sua avventura azzurra. Uno scenario che rischierebbe di riportare la Sampdoria al punto di partenza nel giro di pochi mesi.
Sampdoria, quali sono le reali intenzioni di Tey e Walker?

Sampdoria, caos panchina? Tey e Walker ci dicano cosa vogliono fare…
A me sembra davvero un film già visto e rivisto negli ultimi tre anni.
Se sia Pecchia sia Possanzini hanno posto delle condizioni sul progetto — il primo sulla struttura tecnica della squadra, il secondo sullo staff — allora il problema non sembra essere il nome dell’allenatore. La vera questione è capire quanto la Sampdoria riesca a presentarsi con un progetto tecnico chiaro, definito e convincente.
Perché un progetto forte dovrebbe essere in grado di attrarre e convincere il profilo scelto. Quando invece emergono dubbi, richieste di garanzie o trattative che si complicano sempre sugli stessi aspetti, è inevitabile interrogarsi sulla solidità della programmazione.
Il problema non è se Gotti, Lombardo o un altro siano gli uomini giusti, ma il contesto nel quale verrebbero chiamati a lavorare.
Da tifoso, la domanda che mi porrei non è: «Pecchia, Possanzini, Gotti o Lombardo?», ma piuttosto: la società ha davvero deciso quale Sampdoria vuole costruire?
Perché quando in pochi giorni si passa da un candidato all’altro e si torna persino su piste che sembravano superate, la sensazione non è quella di assistere a una programmazione lucida e coerente. È quella di una società che continua a navigare a vista, rincorrendo soluzioni temporanee senza riuscire a dare l’idea di avere un progetto definito.
E questo, più del nome che alla fine siederà in panchina, è ciò che dovrebbe preoccupare maggiormente i tifosi.



