Jesper Fredberg impone la sua visione “internazionale”: alla Sampdoria lo staff tecnico viene prima dell’allenatore
In una mossa che rompe con la tradizione del calcio italiano, la Sampdoria ha deciso di definire la struttura del proprio staff tecnico prima ancora di aver ufficializzato il nome del nuovo allenatore. Secondo quanto emerge, il CEO dell’area sportiva Jesper Fredberg ha già confermato una parte dello staff tecnico dell’anno scorso che dovrà affiancare il futuro mister.
La dirigenza blucerchiata punta a confermare figure come il vice allenatore Thomassen, il preparatore dei portieri Bressan e il match analyst Ferri. Sebbene per Bressan e Ferri manchino ancora alcuni dettagli formali per la firma, la loro permanenza è considerata ormai cosa fatta.
A questi si aggiunge il nome di maggior peso emotivo per la tifoseria: Attilio Lombardo. “Popeye”, già protagonista della salvezza nella fase finale della scorsa stagione, ha ancora due anni di contratto e Fredberg sta lavorando intensamente per convincerlo a restare nello staff, nonostante la presenza di una figura così ingombrante possa rappresentare un potenziale ostacolo per il nuovo allenatore.
Panchina Sampdoria, il diktat di Fredberg: prima lo staff, poi l’allenatore.

Dan Vesterby Thomassen (viceallenatore Sampdoria)
Sampdoria, al nuovo allenatore sarà affiancato lo staff di Jesper Fredberg. I nomi
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Questa strategia, prevede che il club fornisca al tecnico una squadra di lavoro completa, dai preparatori dei portieri ai match analyst. È stato proprio questo il nodo che ha portato alla rottura definitiva con Davide Possanzini. L’ex tecnico del Mantova pretendeva infatti di trasferire a Genova il suo intero staff di otto fedelissimi, scontrandosi con il diktat di Fredberg che gli avrebbe concesso l’inserimento di soli 3 o 4 uomini di fiducia.
L’idea di Fredberg è quella di garantire una continuità aziendale che prescinda dai singoli allenatori, integrando nello staff anche nuovi membri internazionali, spesso stranieri o legati ai dati forniti da Football Radar. In questo schema, il nuovo mister dovrà accettare un pacchetto tecnico predefinito, una condizione che sta influenzando anche i dialoghi con Fabio Pecchia, abituato a muoversi con il suo gruppo di lavoro.



