Joseph Tey non sembra intenzionato a voler vendere la Sampdoria. Ma la clausola di Matteo Manfredi incombe…
Il muro alzato da Joseph Tey e Nathan Walker sembra, per ora, invalicabile. Nonostante il fermento attorno al progetto “Il Doria ai Doriani”, filtrano segnali di chiusura verso l’interesse del fondo Optimum Asset Management. L’imprenditore di Singapore non manifesta alcuna intenzione concreta di passare la mano, ignorando per ora i tentativi di dialogo avviati dall’avvocato genovese Andrea Suriano.
Come vi abbiamo riportato ieri, l’iniziativa guidata da Suriano non è solo un sondaggio, ma un piano strutturato che punta a unire un nucleo di imprenditori locali — i cosiddetti “capitani coraggiosi” come Enrico Pozzi e Andrea Pericu — a un massiccio coinvolgimento della tifoseria. Il progetto si ispira dichiaratamente ai giganti del calcio europeo come Bayern Monaco, Real Madrid e Barcellona, proponendo un modello di azionariato popolare diviso in quattro fasce d’investimento:
- Supporters: contributo minimo di 100 euro per sostenere il club senza acquisire azioni.
- Small-size: la vera base dell’azionariato diffuso, con 500 euro minimi che garantiscono un’azione della società.
- Corner Investors: investitori di livello superiore con quote d’ingresso da un milione di euro.
- Istituzionali: fondi di private equity o grandi investitori finanziari per dare solidità all’operazione.
Secondo Suriano, la gestione basata puramente sugli algoritmi fatica a generare valore in Serie Bkt, dove mancano i ricavi della massima serie e delle grandi pay-tv.
Cessione Sampdoria, Tey alza il muro contro Optimum. Ma il 30 giugno scatta il dovere di nominare un advisor per la vendita

Cessione Sampdoria, Joseph Tey dice no al fondo Optimum. Ma quella clausola…
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Al momento, però, Joseph Tey si dimostra impermeabile a ogni sollecitazione esterna. Il proprietario intende proseguire sulla sua strada, supportato dal plenipotenziario Nathan Walker.
Se Tey dice “no” a parole, la carta però potrebbe però costringerlo a cambiare idea. Esiste infatti una clausola decisiva inserita negli accordi di fine aprile con l’ex patron Matteo Manfredi. Entro il 30 giugno, l’attuale proprietà ha l’obbligo di nominare un advisor ufficiale a cui affidare il mandato a vendere il club.
Questo passaggio non è un dettaglio: il mancato rispetto della scadenza aprirebbe una pesante contesa legale con Manfredi, il quale detiene probabilmente una percentuale sulla futura cessione.



