Claudio Bellucci, ex attaccante della Sampdoria, dice la sua sugli addii di Andrea Mancini e Giovanni Invernizzi e sulla scelta di non proseguire con Attilio Lombardo in panchina
Andrea Mancini conosciuto quando era un bambino, Giovanni Invernizzi incontrato per la prima volta da giovanissimo e lo stesso per Attilio Lombardo. Claudio Bellucci conosce la Sampdoria e i sampdoriani, non soltanto i tifosi. Conosce personalmente chi ha fatto parte della storia blucerchiata da calciatore prima e da allenatore o dirigente poi. E che ora si è ritrovato esonerato oppure con un incarico non confermato.
In un’intervista al Secolo XIX l’ex attaccante della Sampdoria ha parlato della scelta del club di esonerare Mancini e Invernizzi, oltre a quella di non affidare la panchina di nuovo a Lombardo. Una decisione che Bellucci ha definito “autolesionista“:
Bisogna ascoltare la gente quando sta dalla parte di chi porta i risultati. Con Attilio, Andrea e Giovanni non ci sarà mai paragone. Il direttore e l’allenatore che arrivano sono obbligati a vincerle tutte
Sampdoria, Bellucci: “Mandare via i sampdoriani una decisione autolesionista. Lombardo allenatore ideale”

Sampdoria, Claudio Bellucci: Mancini, Invernizzi e Lombardo? Ora chi arriva deve vincerle tutte…
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L’aver mandato via delle figure competenti e così rappresentative della storia e dell’appartenenza blucerchiata, secondo Claudio Bellucci, mette molta più pressione a chi li deve sostituire. In particolare chi prenderà il posto di Mancini, che avrà anche il compito di scegliere il prossimo allenatore.
In quanto a Lombardo, invece, la decisione sul suo futuro spetta a Popeye stesso. La proprietà gli ha comunicato che non sarà più il tecnico, ora la palla passa a lui che deve prendere la decisione di mettersi a disposizione oppure no. Per Bellucci, però, Attila sarebbe stato l’allenatore ideale della Sampdoria:
Ciò che sceglierà andrà bene, ma Attilio è l’allenatore della Samp ideale. Ha ricompattato un ambiente perso, una possibilità la meritava. Solo lui poteva accettare una situazione del genere. Dopo la salvezza, doveva ripartire e scegliere il suo staff



