Dalla paura post-Mantova al messaggio per Joseph Tey: Fausto Pari analizza il futuro della Sampdoria tra ambizione e realtà
Non è mai stato un giocatore come gli altri, e oggi non è un tifoso come gli altri. Fausto Pari, l’uomo che per nove stagioni ha arato il centrocampo della Sampdoria più bella di sempre, collezionando 401 presenze e vincendo quasi tutto ciò che c’era da vincere — dallo Scudetto alla Coppa delle Coppe — continua a vivere i colori blucerchiati con un’intensità che toglie il fiato. In un’ intervista rilasciata a La Repubblica, l’ex centrocampista ha confessato come il suo legame con la Samp non si sia mai spezzato, trasformandosi oggi in una sofferenza genuina da vero tifoso.
Pari non ha usato mezzi termini per descrivere i momenti più bui di questa stagione, ammettendo di aver temuto il peggio: «Hanno messo una bella pezza venerdì. Dopo la sconfitta assurda di Mantova, dove ero allo stadio, avevo avuto dei brutti pensieri. Sono stati bravi Attilio e i ragazzi, con il supporto di una tifoseria splendida».
Il coinvolgimento emotivo è totale, specialmente per la presenza in panchina di vecchi amici come Lombardo e Invernizzi: «Certo, sono come due fratelli. Non ho visto la partita con il Sudtirol, rischiavo di morire di crepacuore. Mi sono tenuto informato sul risultato e, cinque minuti dopo la fine, li ho chiamati e abbiamo festeggiato insieme».
La scintilla della salvezza, secondo Pari, è scoccata lontano da Marassi: «La vittoria di Pescara, con il capovolgimento finale. Ero in Liguria con la famiglia per il week end e seguivo l’evolversi del risultato, è cambiato tutto in pochi minuti. Avevo vissuto una situazione simile in occasione del rigore parato da Audero nel derby. Anche allora non ero a casa, ma con amici a Forte dei Marmi. Non sono scaramantico, ma ho pensato a questa coincidenza».
Pari avvisa Tey: “Le parole le porta via il vento, ora servono i fatti”

Joseph Tey Wei Jin (azionista Sampdoria)-Nathan Walker (rappresentante azionisti Sampdoria)
Sampdoria, Fausto Pari: dopo Mantova ho avuto tanta paura. Su Joseph Tey…
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Guardando al futuro, l’analisi di Pari è pragmatica, con un messaggio chiaro rivolto alla proprietà e a Joseph Tey: «Quando sono in tanti a comandare è difficile far bene nel calcio. Aspettiamo le mosse di Tey. Ha detto cose importanti, ma le parole le porta via il vento. Certo la Sampdoria merita un’altra categoria per storia, risultati e pubblico. Dalle prime mosse, direttore sportivo e tecnico, si capirà meglio. Il calcio è una materia complicata, vince chi sbaglia meno, ma penso di poter dire, senza tema di errore, che in serie B servono persone che conoscono bene il torneo. Diventa fondamentale, anche per una questione di rapporti. È un campionato difficile».
Pari ha poi analizzato i singoli, promuovendo il giovane Begic: «Il primo lo avevo già notato, ha qualità importanti. Certamente è da tenere». Su Martinelli, invece, ha lanciato un avvertimento che solo chi ha vissuto la Gradinata Sud può comprendere: «Martinelli era considerato un portiere di grande prospettiva, già nel giro azzurro a livello giovanile. Non è, però, facile dimostrare subito, la maglia della Sampdoria pesa e giocare a Marassi non è facile per nessuno».
Infine, un pensiero commosso è andato a quella banda di ragazzi che rese possibile il sogno dello Scudetto, uniti ancora oggi dal ricordo di Gianluca Vialli: «Siamo arrivati giovanissimi e ci siamo subito innamorati dell’ambiente, un sentimento profondo, che, per certi versi, si è anche rafforzato. Gianluca Vialli aveva fatto molto in questo senso e ora vogliamo continuare per il nostro bomber».



