Con la salvezza in cassaforte la Sampdoria cominciare a programmare il suo futuro. Con o senza Lombardo? Ma prima di tutto Mancini, Ricci e…
Mollate la calcolatrice. Facciamola finita. Siamo salvi. E potevamo pure essere a un passo dai playoff, si esattamente, se quei sei minuti passati a decidere se la rete di Mattia Viti era da convalidare o da annullare. Ovviamente ha vinto la seconda.
Certo Matteo Brunori è avanti, partecipa all’azione ma il pallone non lo tocca mai. Lo tocca invece chi c’è dietro di lui, che spunta con la spalla, che allunga il piede su quel pallone tanto bello da spingere solo in rete…
Resta la prestazione, una squadra ritrovata con un allenatore finalmente capace di entrare dentro la testa dei giocatori. Ma era cosa difficile farlo? Forse no. Forse dopo inutili tentativi bastava guardare in casa per trovare la soluzione.
Ora la domanda da farsi è un’altra. Bisogna farsela con coraggio mettendo da parte i sentimenti, l’amore e il rispetto per una persona che ama per davvero per la Sampdoria. Non come tanti altri che bla, bla e ancora bla.
La domanda è questa: Attilio Lombardo può essere l’allenatore della promozione in Serie A? O serve un altro allenatore. Non una scommessa, non un nome a caso. Ma, è un esempio, Filippo Inzaghi, magari Giovanni Stroppa?
La certezza è che Attila mi ha stupito. Come allenatore, come comunicatore. Non come uomo. Quello lo conoscevo già. Chi farà la scelta (Tey e Walker o Mancini?) deve valutare tutto. Non escludendo niente.
Sampdoria, Andrea Mancini ora può programma LIBERAMENTE il futuro?
Sampdoria, e ora il futuro. Attilio Lombardo, Mancini e pure Ricci. Ora si può programmare oppure no?
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E poi ci sono i giocatori da tenere a Genova. Tjas Begic per primo. Matteo Ricci, visto che è tuo (evitiamo situazioni tipo Yepes-Laut) per secondo. Il dualismo con Salvatore Esposito c’è, ci sarà e fa bene a entrambi non sentirsi indispensabili ma utili alla causa. Per terzo (ragionanando sulle esigenze della Fiorentina) dire Mattia Viti. Dietro uno come lui ci serve eccome. Certo se Fabio Paratici volesse far giocare un’altra stagione Martinelli da titolare da noi non mi tirerei certo indietro.
Poi farei certamente un pensiero su Nicholas Pierini (ma muscolarmente è apposto?) non su Matteo Brunori (al di là della formula con cui è arrivato a gennaio).
Da tenere, secondo me, anche Oliver Albildgaard e Liam Henderson non certo Barak e nemmeno Cherubini. Non parliamo di Pafundi. Triste fine di una promessa…
Ma chi lo fa il mercato? Queste le ipotesi: A) Nathan Walker dall’Isola di Man con qualche strano algoritmo B) Jesper Fredberg dalla sua casa di Bogliasco con un sistema di algoritmi C) Andrea Mancini con una rinnovata e totale fiducia e un budget di spesa utile per costruire una squadra finalmente completa
Facile scegliere. Troppo facile.
Facile se dopo aver esultato per l’uscita di scena di Matteo Manfredi che ha sempre appoggiato la linea “sampdorianità” Tey e Walker fossero convinti a cambiare la propria linea di pensiero. Ma su questo scenario ci sono ancora troppe nubi. Tocca a Raffaele Fiorella riportare il sereno una volta per tutte?



