Prima di Sampdoria-Venezia i tifosi hanno potuto firmare la petizione ‘Per un calcio giusto e popolare’, a inizio secondo tempo ecco gli striscioni de La Sud con le richieste
Sampdoria-Venezia non era solo la partita di esordio di Attilio Lombardo da allenatore blucerchiato. Perché oltre alla sfida cruciale contro la capolista di Serie Bkt i tifosi hanno combattuto un’altra battaglia. E hanno potuto farlo già solo con una firma. Sabato 14 marzo era il giorno designato in cui i sampdoriani sarebbero stati chiamati a schierarsi a favore della petizione “Per un calcio giusto e popolare”, che centinaia di tifoserie di tutta Italia presenteranno unite al Senato della Repubblica.
Si tratta di un’iniziativa di cui a Genova si è fatta promotrice La Sud, prima con volantini e poi con una riunione vera e propria in Largo Unione Calcio Sampdoria giovedì 12 marzo. L’obiettivo della petizione è quello di impedire una deriva sempre più restrittiva delle autorità contro la libertà di tifare. E, più in generale, le tifoserie firmatarie vogliono combattere contro le storture del calcio moderno, prima che sia troppo tardi.
I tifosi della Sampdoria hanno potuto fare la loro parte prima della partita col Venezia, quando c’erano numerosi banchetti fuori dallo stadio dove poter sottoscrivere la petizione nazionale. Che si articola sostanzialmente su 7 punti fondamentali, che La Sud ha poi reso noti a modo suo durante la partita.
Sampdoria-Venezia, a inizio secondo tempo ne La Sud gli striscioni con le richieste della petizione

FOTO – Sampdoria-Venezia, dai banchetti per firmare agli striscioni con le richieste: La Sud in campo per la petizione ‘Per un calcio giusto e popolare’
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Poco dopo l’intervallo di Sampdoria-Venezia in Gradinata blucerchiata sono cominciati ad apparire una serie di striscioni. A partire dall’alto il nome della petizione, in fondo, proprio dietro i pali della porta, il claim “Firmo perché ci lega un filo”. Un filo che si estende da Nord a Sud, in tutta Italia, tra tifoserie diverse.
Al centro della Gradinata invece, da destra a sinistra, ecco i 7 striscioni con i punti fondamentali: “Campionati meritocratici”, “Calendari e orari rispettosi dei lavoratori”, “Stadi a misura di tifoso”, “No alle multiproprietà”, “Tutela delle trasferte e dei tifosi ospiti”, “Stop a leggi speciali contro i tifosi” e “Prezzi popolari per i settori popolari”.
Una serie di richieste ben precise che compaiono all’interno di un testo indirizzato al Senato della Repubblica e al suo presidente, l’onorevole Ignazio La Russa, ai sensi dell’articolo 50 della Costituzione. Nel tentativo di difendere la libertà di tifare e il calcio della gente.



