La Sampdoria sta rivivendo lo stesso film dell’anno scorso, ma è proprio ora che gli Ultras Tito Cucchiaroni vogliono dimostrare di essere i Sampdoriani, non una tifoseria qualunque
La Sampdoria sta rivivendo lo stesso film dell’anno scorso. Scena per scena, a questo punto del campionato, sembra proiettata la stessa, terribile trama. Allenatori esonerati, sconfitte pesanti e umilianti, pericolosa vicinanza alla zona play-out e retrocessione. L’anno scorso il finale è stato quello peggiore, prima che poi un colpo di scena risollevasse tutto. Quest’anno però deve andare diversamente.
Gli Ultras Tito Cucchiaroni scrivono la loro fanzine dopo la sconfitta di Frosinone. Quando la Sampdoria non è praticamente scesa in campo. E ha ricordato proprio la sfida coi ciociari dell’anno scorso, giocata a Marassi e finita 0-3. Solo che purtroppo non è un film, ma la realtà dei fatti. Una realtà che non si addice per niente al club, alla storia e alla tifoseria blucerchiata. E questo ha suscitato una serie di domande che gli UTC pongono a loro stessi e ai sampdoriani:
La domanda che ci facciamo sempre è: “cosa vogliamo comunicare ai Sampdoriani?” Oggi ne aggiungiamo un’altra: “cosa possiamo aggiungere a questa situazione?”. Sembra di essere in un film già visto. Sembra di essere in quei loop temporali che si ripetono sempre uguali. Eppure non è un film, non è un loop: è la realtà dei fatti. Siamo in questa situazione: piena lotta play-out, con le stesse paure e gli stessi fantasmi che ci hanno accompagnato per tutta la seconda parte della scorsa stagione
Sampdoria, fanzine Ultras Tito Cucchiaroni: “Noi vogliamo essere i Sampdoriani in ogni circostanza”

Sampdoria, fanzine Ultras Tito Cucchiaroni: sembra tutto un film già visto. Ma noi chi vogliamo essere?
Quando le cose vanno male così a lungo diventa molto difficile andare avanti. Ed è ancora peggio quando tutto pare ripetersi in modo uguale, senza che la lezione del passato e degli errori sembra sia stata imparata. Ma gli Ultras Tito Cucchiaroni non ci pensano nemmeno a mollare. E vogliono continuare a trovare motivazioni per andare avanti anche quando le circostanze sono sempre più difficili:
Diventa difficile, difficilissimo, cercare dentro sé stessi quelle motivazioni per continuare, senza sosta, a dare quel 100% che chiediamo ogni partita prima a noi stessi e poi a tutti i Sampdoriani. Eppure noi – pensate un po’ – queste motivazioni vogliamo continuare a trovarle. Vogliamo continuare a chiedere a noi stessi, a quella fede che è dentro di noi, ancora uno sforzo. Non abbiamo bisogno di cercare gli stimoli in qualcosa al di fuori di noi. Le motivazioni per dare sempre tutto su questi gradoni nascono dall’essere Sampdoriani. Non servono 11 giocatori in campo per tirarle fuori. Non serve un allenatore. Non serve nient’altro. Serve solo guardarsi dentro, guardarsi allo specchio, indossare la maglia blucerchiata, andare allo stadio e sapere di aver dato tutto per quel nome, per quei colori, per quella maglia
Se i risultati fossero migliori e se tutto attorno funzionasse sarebbe facile cantare e tifare. Ma è proprio nelle difficoltà che si vedono i Sampdoriani. E ora tocca ai tifosi della Sampdoria scegliere chi vogliono essere: sostenitori che vanno solo dietro ai risultati o distinguersi perché innamorati della maglia più bella del mondo? Gli UTC, nella loro fanzine, sono certi su cosa rispondere:
Sarebbe più facile se la classifica fosse migliore? Sarebbe più facile se ci fossero 11 fenomeni in campo? Sarebbe più facile con un allenatore capace e una società competente? Certo che sì. Ma la domanda è un’altra: chi vogliamo essere? Vogliamo essere quelli della scelta semplice? Quelli che hanno bisogno del primo posto in classifica per uscire dallo stadio senza voce? La risposta ve la diamo noi. No, non vogliamo essere quella tifoseria. Noi vogliamo essere i Sampdoriani. Noi siamo i Sampdoriani. In ogni circostanza. Non serve aggiungere altro.



