Domenico Di Carlo torna a parlare della sua parentesi blucerchiata: dal dolore per la Champions sfumata alla vendita di Cassano e Pazzini
Domenico Di Carlo non dimentica. Nonostante i vent’anni di carriera e le nuove sfide, il ricordo della Sampdoria rimane una ferita aperta, un bivio che avrebbe potuto cambiare per sempre la sua storia professionale. Intervistato da Sky Sport Insider, l’allenatore ha ammesso senza mezzi termini che il suo “più grande rimpianto” è legato proprio ai colori blucerchiati.
Tutto ebbe inizio in quella calda estate del 2010, con i preliminari di Champions League sfumati per un soffio contro il Werder Brema. Un’eliminazione che Di Carlo definisce come la vera “sliding door” della sua carriera. Quella serata non fu solo una delusione sportiva per tutti noi tifosi, ma l’inizio di una stagione maledetta che portò Di Carlo ad essere esonerato nel marzo del 2011, venendo rimpiazzato da Alberto Cavasin. Una storia che i tifosi blucerchiati conoscono fin troppo bene.
Di Carlo e il grande rimpianto: “Quel preliminare fu la mia sliding door. Poi le cessioni di Cassano e Pazzini…

Sampdoria, Domenico Di Carlo: la Champions League il mio più grande rimpianto
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Secondo l’attuale tecnico del Gubbio, dopo la mancata qualificazione alla fase a gironi e un ottima prima parte di campionato, non solo non vennero fatti acquisti adeguati per rinforzare la rosa, ma si arrivò a un gennaio che segnò la fine delle ambizioni di quella squadra. La cessione dei due gioielli più brillanti, Giampaolo Pazzini e Antonio Cassano, fu il colpo di grazia.
“Sapevo che sarebbe stata dura”, ha confessato Di Carlo ricordando quei mesi difficili. Senza i suoi due leader tecnici e con una rosa indebolita, l’allenatore si trovò a gestire una situazione complessa che portò inevitabilmente all’esonero. Un addio amaro che lo costrinse a “ricominciare tutto da capo”, lasciando a Genova il fantasma di quello che sarebbe potuto essere se la fortuna, o il mercato, avessero preso una direzione diversa.



