Stefano Carobbi racconta un aneddoto su quello che era Luca Vialli in Nazionale, un ricordo divertente dell’ex numero nove della Sampdoria
Certe storie spiegano un campione meglio di mille statistiche. E quella raccontata da Stefano Carobbi alla Gazzetta dello Sport restituisce tutta l’energia, l’ironia e il carisma di Luca Vialli.
Siamo in Svezia, ritiro dell’Under 21. L’Italia si prepara a una partita importante, la tensione è alta e il commissario tecnico Azeglio Vicini è concentratissimo. Vialli, invece, è Vialli: talento puro, sorriso contagioso e quella capacità unica di alleggerire tutto, anche i momenti più delicati.
Non è solo uno scherzo goliardico. È la fotografia perfetta di un leader naturale. Vialli sapeva quando era il momento di fare sul serio — e in campo lo dimostrava sempre — ma sapeva anche che una squadra vince soprattutto quando è unita, serena, libera mentalmente. La sua forza stava lì: trascinare i compagni con il talento e con il carattere.
Sampdoria, Stefano Carobbi racconto lo scherzo di Luca Vialli…
Sampdoria, Stefano Carobbi: Vialli aveva una energia diversa. E quella volta con Vicini in Nazionale…
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Per chi ama la Sampdoria, questo aneddoto ha un sapore speciale. Perché racconta l’uomo prima ancora del campione che avrebbe scritto pagine indimenticabili in maglia blucerchiata. L’energia che “ti travolgeva”, come dice Carobbi, è la stessa che ha acceso uno spogliatoio, una città, una generazione intera.
E forse sì, aveva ragione lui: quando Luca sorrideva così, il giorno dopo si vinceva davvero.
Aveva un’energia che ti travolgeva. Senta qua: siamo con l’Under 21 a Goteborg, partita importante, il ct Vicini è teso. Luca mi prende, andiamo in centro città, ci infiliamo in un sexy shop e Luca compra una bambola gonfiabile. Poi la porta in ritiro, entra senza farsi vedere nella camera di Vicini e gliela piazza sotto le coperte, lasciando un bigliettino: ‘Mister, si rilassi, che tanto domani vinciamo’



