Sampdoria, il Luigi Ferraris al centro del dibattito a Genova, la sindaca Silvia Salis spiega che il Comune vendendo lo stadio ci avrebbe rimesso dei fondi
Il Luigi Ferraris è tornato al centro delle discussioni del Comune di Genova. Lo stadio di Sampdoria e Genoa è oggetto di un progetto di restyling che dovrebbe adeguarlo ai nuovi standard Uefa, renderlo utilizzabile tutti i giorni al di là delle partite e candidarlo a ospitare partite di Euro2032. Il procedimento per arrivare a questo passerà per una ristrutturazione a carico dei due club, con la proprietà dell’impianto che resterà al Comune genovese e una concessione di 99 anni alle squadre.
Ma fino a pochi mesi fa, con la giunta comunale precedente di Pietro Piciocchi, la soluzione sembrava quella di vendere a un privato (CdS Holding) il Ferraris. Questo costruttore l’avrebbe poi ristrutturato e rivenduto successivamente alle squadre con modalità da definire. Con la giunta di Silvia Salis questo è stato scongiurato, ma il dibattito si concentra ancora attorno alle due possibilità sul tavolo. Con la minoranza del Consiglio Comunale che continua a sostenere come non ci siano garanzie a sufficienza per la via attuale, anche da parte delle due società.
La sindaca di Genova, nell’ultimo consiglio comunale, ha però spiegato che la vendita a CdS non solo non avrebbe prodotto guadagni per il Comune. Ma addirittura Tursi e la città ci avrebbero rimesso:
L’ultima proposta giunta da Cds il 31 marzo 2025 proponeva un acquisto dell’impianto per 14,5 milioni, inferiori a una stima del valore dello stadio fatta nel 2018 e pari a 18,5 milioni. Inoltre, venivano poste alcune gravose condizioni preliminari alla vendita come l’obbligo per il Comune di cedere l’immobile conforme alle recenti norme antisismiche e altri interventi di messa in sicurezza stimati dagli uffici in circa 17 milioni, insomma, il Comune avrebbe speso 2,5 milioni in più rispetto a quanto incassato.
Sampdoria, Silvia Salis: “Vendendo il Ferraris Genova ci avrebbe rimesso 2,5 milioni”

Sampdoria, Silvia Salis: vendita del Luigi Ferraris? Ecco perché non conveniva al Comune di Genova
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Insomma, includendo tutto il Comune di Genova avrebbe perso 2,5 milioni di euro dalla vendita del Luigi Ferraris, secondo quanto rivelato da Silvia Salis. Che ha aggiunto, oltre alla non convenienza economica, anche un’altra ragione per non proseguire sulla strada della privatizzazione. Ovvero la disponibilità dello stadio e altri oneri:
Il Comune avrebbe avuto a disposizione lo stadio solo per 8 giorni l’anno, non 20 come previsto dall’attuale proposta delle squadre, e sarebbero stati a carico dell’ente altri rischi e costi come il reperimento dei parcheggi pertinenziali per le funzioni private, la realizzazione di una fermata Skymetro dedicata, l’ampliamento di parcheggi esistenti e alcune servitù su parcheggi pubblici esistenti



