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Sampdoria, godiamoci D’Aversa. Poi penseremo al nuovo anno, al dopo Ferrero

di Luca Uccello
Sampdoria D'Aversa Ferrero

La Sampdoria si deve godere Roberto D’Aversa allenatore, i tifosi scusarsi con lui. Poi penseremo al nuovo anno, al dopo Massimo Ferrero

Buon Natale, tanti auguri blucerchiati. Auguri Sampdoria, auguri a tutti noi. Ce li meritiamo. Se li merita prima di tutti Roberto D’Aversa. Il motivo è semplice. Per tanti, quasi tutti, non era l’allenatore giusto per noi, la nostra squadra. E invece…

E invece ha mangiato il pandolce, ha brindato e aspetterà anche la Befana dalla sua panchina vista Gradinata Sud. Non mi sono mai tirato indietro, ci metto sempre la faccia. Non mi nascondo come conviene invece fare a qualcuno. L’ho sempre difeso e oggi sono contento di dire non mi sono sbagliato.

Roberto D’Aversa è una persona seria. Poche parole, pochi sorrisi, tanto lavoro. È quello che conta. Ho potuto conoscerlo, andare a cena con lui in un paio di occasioni. Sa di calcio, sa cosa vuole dalla sua squadra. Non guarda in faccia nessuno. Vuole giocare a calcio. Ed è quello che per me più conta.

Ranieri ha fatto meglio? Lui ci proverà. Ranieri aveva una squadra, lui un’altra. Più debole. Con un anno di più per tutti, che non significa solo maturità. E l’esempio di Fabio Quagliarella lo dimostra. Il capitano è decisivo ma solo per mezz’ora.

Non c’è più Jankto ed è scomparso Ihattaren), non c’è più Ramirez (è rimasto solo Verre), non c’è nemmeno Keita ed è arrivato Francesco Caputo. Sono tornati Murru e Depaoli. E poi manca Damsgaard. Manca tanto. Chissà come sarebbe questa Sampdoria con lui, con quello visto all’Europeo. Chissà…

Insomma giudicate voi. Pensateci bene e non fate le pecore. Riguardate tutte le gare giocate dal Milan alla Roma. Io mi sono divertito quasi sempre, risultato a parte. Ma come spesso succede la differenza la fa un derby. Vincerlo cambia tutto. È successo anche a Marco Giampaolo. Anche lui a un passo dall’addio e poi…

La Sampdoria di D’Aversa (e di Ferrero) ha chiuso l’anno con 20 punti

 

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La Sampdoria di D’Aversa ha convinto non ancora del tutto. Non è bastato il finale di anno per riuscirci. Bisognerà attendere l’anno nuovo per cambiare giudizio su di lui, cambiare anche proprietà. Quella nel nome di Ferrero saluterà definitivamente.

C’è una verità innegabile, anzi due: Roberto non è stato mai la primissima scelta di Massimo Ferrero. Mai. E lo stesso presidente a un certo punto ha pensato di cambiarlo, sostituirlo con Dejan Stankovic. Lo sa anche lui.

Un allenatore scomodo, con un nome senza grande storia e forza mediatica. Ha allenato il Parma, ha giocato nel Siena chiudendo nella Virtus Lanciano. Insomma poca roba rispetto a Ranieri, a Mihajlovic, Montella, Zenga e magari pure Giampaolo che a Empoli aveva raccolto molti applausi per il suo calcio.

Chissà se qualcuno si sarà ricreduto, se avrà il coraggio di ammetterlo o farà finta di niente. D’Aversa è più sampdoriano di altri. Ha scelto di vivere in città, di viverla. Vivere questi colori come pochi prima di lui hanno fatto. Tornare a Genova è stata una sfida non da poco, coraggiosa.

Vincerla non sarà facile ma la strada è quella giusta. Auguri Roberto, auguri Sampdoria. Buon Natale, e buon anno nuovo. Poi penseremo al dopo Ferrero, tu pensa solo a battere il Cagliari…

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