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Sauditi, perché il Newcastle e non la Sampdoria

di Gabriele Frassanito
Sauditi, Perché Il Newcastle E Non La Sampdoria

Quando qualche mese fa si è saputo che il principe saudita Mohammed Bin Salman intende rilevare l’80% del Newcastle,ci siamo chiesti in questo articolo se sarebbe potuto succedere alla Sampdoria. Adesso che sono più chiare le idee di sviluppo che il fondo di investimento pubblico dell’Arabia Saudita ha in mente per il club inglese, possiamo comprendere perchè gli investitori sauditi puntino ai club di Premier League e difficilmente sceglierebbero di investire nella Sampdoria.

Il Newcastle ha fatto registrare 7 bilanci in utile nelle ultime 8 stagioni e nonostante questo, a sorpresa, nel 2018/19, è rimasto fuori dalla top30 del report “Football Money League”, che include le migliori società di calcio dal punto di vista finanziario. In questa classifica ci sono ben 11 club inglesi, a riprova che i fondi sovrani guardano oltre Manica per investire, in un campionato che è rimane il più importante al mondo per volume d’affari.

Il Newcastle, attualmente 13 esimo e con pochi punti di vantaggio sulla zona retrocessione, è valutato 340 milioni di euro. Un valore decisamente più alto di quanto ad esempio Ferrero chiedeva per la Sampdoria (i famosi 100 milioni). Ma non è solo la maggior attrattività finanziaria della Premier League rispetto alla Serie A a rendere impari il confronto.

Il club inglese porterà in dote anche lo stadio, il St. James Park: 52mila posti di capienza e ovviamente utilizzabile per concerti ed altri eventi sportivi (ad esempio il rugby). Quindi un investimento immobiliare che può portare a rendite aggiuntive.

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Sauditi, perché il Newcastle e non la Sampdoria

Sauditi, perché il Newcastle e non la Sampdoria. La stadio di proprietà del Newcastle, il St. James Park.

Nel dossier inviato alla Football Association  e alla English Premier League dai sauditi si parla di un progetto  da sviluppare nell’arco del prossimo biennio. Si parla di  investimento di 230 milioni di euro oltre quanto speso per l’acquisto del club. 

Yasir Al-Rumayyan, governatore del fondo e presidente di Saudi Aramco (public company saudita operante nel settore petrolifero) sarà il futuro presidente del club.  Punterà sul rinnovamento delle infrastrutture, a partire dai  campi di allenamento e della “Newcastle United Academy” per aumentare la capacita di ricerca e di crescita dei giovani talenti.

Ora, possiamo immaginarci un principe saudita che vuole investire 230 milioni di euro tra Bogliasco e Genova? Forse si. Ma dobbiamo dimenticarci le complicazioni che la macchina burocratica italiana può creare a chi voglia impegnare somme ingenti di denaro in opere importanti. Sicuramente l’apertura del sindaco Bucci  alla costruzione di un nuovo stadio, può essere un segnale importante per possibili investitori. Ma è ancora troppo poco. Gli uomini d’affari vogliono certezze e le vogliono subito. Altrimenti vanno da un’altra parte.

Senza contare che per molti addetti ai lavori, queste operazioni hanno anche un risvolto geopolitico. Nel caso in questione, si dice che il tentativo è anche quello di “ripulire” l’immagine dell’Arabia Saudita con il cosiddetto “sportwashing”. La ragione sarebbe il presunto coinvolgimento di membri vicini alla famiglia reale nell’omicidio del giornalista  lamal Khashoggì (morto misteriosamente, nell’ottobre 2018, all’interno del consolato saudita di Istanbul). E quindi per far funzionare l’operazione ci vuole anche la giusta visibilità.

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