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Sampdoria, Zenga compie 60 anni. Storia di un amore mai sbocciato

di Gabriele Pellini
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Buon compleanno Uomo Ragno, auguri per i tuoi 60 anni. Auguri a Walter Zenga che con la Sampdoria ha vissuto due stagioni da giocatore e qualche mese da allenatore.

L’Uomo Ragno non ha mai nascosto il suo amore per i colori blucerchiati. Colori che decise di seguire addirittura a Londra, stadio di Wembley, per finale di Coppa dei Campioni persa contro il Barcellona.

Tifoso e poi portiere anche se la sua esperienza tra i pali non fu molto fortunata, né ricca di soddisfazioni. Nei suoi due anni all’ombra della Lanterna Zenga era ormai un lontano ricordo del portiere ammirato in nerazzurro. Dopo due stagioni decide di lasciare. Andare a giocare.

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Sostituto di Pagliuca, l’ultimo ad aver vinto un trofeo blucerchiato, la Coppa Italia ’93/’94, arrivò a Genova proprio in cambio del portiere bolognese. Dopo una prima stagione da titolare, ottenne solo 7 presenze nella stagione successiva, a causa di infortuni e scelte tecniche. La sua avventura blucerchiata terminerà definitivamente il 12 maggio 1996, quando si svincolerà dal contratto.

Della sua travagliata carriera in blucerchiato, si ricorda specialmente dell’episodio in semifinale di Coppa delle Coppe del 1995. Con i blucerchiati in vantaggio sull’Arsenal per 3-1, con doppietta di un giovanissimo Bellucci e virtualmente qualificati, a pochi minuti dalla fine una punizione di Schwartz battuta sul suo palo mise fine alle speranze di una finale.

Da numero uno a mister con i colori blcuerchiati nel suo destino. La sua carriera da allenatore inizia per merito di Sven Goran Eriksson. Il tecnico che ha avuto durante la sua avventura alla Samp lo ha indirizzato verso la panchina con tanti successi, gioie ma anche dolori ed esoneri.

Sfortunatamente il destino non ha voluto far sbocciare definitivamente un amore complicato fin dall’inizio. L’occasione per Walter Zenga allenatore della Sampdoria arriva nell’estate 2015, dopo l’addio di Sinisa Mihajlovic che gli lascia in eredità un preliminare di Europa League. Un’occasione sprecata.

L’esordio è disastroso con un umiliante 0-4 contro il modestissimo Vojvodina. Fuori dall’Europa e dal cuore dei tifosi blucerchiati che non lo vogliono più sulla panchina della Sampdoria. Tra alti e bassi in campionato il suo esonero arriva dopo lo 0-2 interno contro la Fiorentina. Dopo quell’esperienza si lascerà andare a dichiarazioni controverse sulla dirigenza, su chi è stato a mandarlo via, ma non rinnegherà mai la sua scelta, nè l’amore verso la Sud.

“Ho giocato due anni nella Samp, è un posto bello, di tifosi veri che amano la squadra. Rifarei comunque questa scelta”. Parole il tecnico pochi giorni dopo il suo esonero. Ed è così che preferiamo ricordarlo. Nel giorno del suo compleanno, il legame di Zenga con la Sampdoria non è stato certo fortunato, ma sicuramente quello con i colori ed i suoi tifosi resterà comunque indimenticabile.



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