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Venezia, i motivi dell’addio di Paolo Zanetti. Dal miracolo all’esonero…

di Mario Chiari
Venezia Paolo Zanetti

Paolo Zanetti ha spiegato i motivi dell’addio al Venezia: dal miracolo all’esonero perché qualcosa si era rotto…

Paolo Zanetti non è più l’allenatore del Venezia. Il club ha deciso per l’esonero. Scelta discutibile, considerato il poco tempo a disposizione di Soncin. Discutibile e discussa dai tifosi che avrebbero voluto andare avanti con chi è entrato nel cuore della gente. E a Tuttoveneziasport.it l’ormai ex allenatore è tornato sulla sua storia in Laguna. Una storia d’amore:

Quello che c’è stato fra di noi è una bella storia, particolare, ricordo i giorni quando sono arrivato nello scetticismo generale, da vicentino, nemico sportivo. Invece nel tempo si è creata un’alchimia incredibile, che ci ha portato a fare un miracolo, un miracolo che ha portato in me alcuni dei momenti più belli della mia vita il che mi porta a metterci quest’oggi la faccia. È il minimo che possa fare ringraziare la piazza e tutti coloro che hanno lavorato con me, tutti coloro che lavorano dietro le quinte e con i quali l’anno scorso si è creata una sinergia tale che si è arrivati a un miracolo, l’anno scorso eravamo partiti per una salvezza tranquilla e ora ci ritroviamo spero ancora per l’anno prossimo a fare la Serie A…

Ma qualcosa si è rotto. Qualcosa non ha più funzionato. E a farne le spese è toccato a lui, a Paolo Zanetti. Ma cosa è successo al suo Venezia nel girone di ritorno?

È stata un’annata dai due volti, sono voluto rimanere nonostante le diverse possibilità che avevo, possibilità che portavano anche a garanzie diverse sotto l’aspetto tecnico, ma io sono così, ho scelto con il cuore e non rinnego questa scelta neanche il giorno del mio esonero. Ho provato a fare questo miracolo con tutte le persone che erano con me, fino a metà stagione c’eravamo anche riusciti, poi si è rotto qualcosa, è evidente…

Venezia, Paolo Zanetti non si dà pace per non avercela fatta…

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Qualcosa si era rotto. Ma chiedere oggi le motivazioni dell’addio non ha senso. E Paolo Zanetti ha preferito tenersele per sé, almeno per il momento.

I motivi sono tantissimi e non chiedetemi oggi quali siano perché non sarebbe corretto parlarne…

Meglio dire grazie. Pensare a quello che è stato e fare il tifo perché il Venezia riesca in un altro miracolo:

Sentire il coro nei miei confronti dopo otto gare perse di fila è qualcosa di raro, ho trattenuto a stento le lacrime, erano lacrime di gioia, orgoglio, ma anche dispiacere, mi sento questa maglia addosso come una seconda pelle e non essere riuscito a bissare il miracolo è un grande dispiacere, non me ne do pace. Chiedo scusa per quelle che possono essere le mie colpe, ne ho molte, ne hanno anche gli altri e spero si prenderanno le loro responsabilità come ho fatto sempre io, credo sia il minimo del rispetto che si può dare a un tifo e una piazza che da anni aspettavano questa categoria…



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