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UEFA, stop al fair play finanziario: ecco la salary cap

di Mauro Bini
UEFA Fair Play Finanziario Salary Cap

Uefa: cambia il modo di fare calcio per le società via il fair play finanziario al suo posto ci sarà la salary cap

Il calcio sta cambiando. La UEFA ha, in queste ore, partorito una scelta che potrà cambiare il volto del nostro calcio.

Va in pensione il Fair Play finanziario, un modo di gestire le società che ha creato molte perplessità e non ha garantito le dovute certezze e non ha dato al mondo del calcio la stabilità richiesta.

Il calcio aveva bisogno di una ventata d’aria, nuova e per questo sono stati decisi alcuni importanti cambiamenti a livello amministrativo e di gestione delle società.

Entreranno in vigore, a far data dal prossimo giugno, un nuovo regolamento in grado di normale aspetti come le licenze dei club e la sostenibilità finanziaria

A Nyon è stata scritta una pagina importante e nuova per il nostro calcio, che dopo le gravissime perdite legate ai mancati introiti dovuto alla pandemia aveva bisogno di uno scossone per poter trovare maggiore stabilità finanziaria.

Ma la normativa che tutti aspettavano è quella legata al salary cap, una normativa che regolarizzerà i costi di gestione delle squadre, oltre a portare un migliore controllo sulle spese legate agli stipendi dei giocatori. Un cambiamento, graduale ma deciso che andrà a crescere.
Si partirà, infatti con il 70% del regime della salary cap per la stagione 2025, 90% per il 2023-24, 80% per il 2024-25 e 70% per il 2025-26.

Uefa, la Salary cap e il pensiero di Ceferin

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UEFA, stop al fair play finanziario: ecco la salary cap

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A Nyon ha parlato il numero uno della UEFA, Aleksander Čeferin

Questi norme, che entreranno in vigore nel prossimo giugno per andare a pieno regime in tre anni, ci aiuteranno a proteggere e preparare il calcio a qualsiasi potenziale shock, incoraggiando al contempo a fare investimenti razionali e a costruire un futuro più sostenibile per l’intero comparto.

Ci aiuteranno a proteggere e preparare il calcio a qualsiasi potenziale shock, incoraggiando al contempo a fare investimenti razionali e a costruire un futuro più sostenibile per l’intero comparto.

La normativa limita la spesa per gli stipendi, per i trasferimenti e per le commissioni degli agenti al 70% delle entrate del club. Le valutazioni saranno eseguite su base tempestiva e le violazioni comporteranno sanzioni finanziarie predefinite e misure sportive

Una riforma che secondo il numero uno di Nyon, proteggerà il calcio da eventuali, nuovi, shock. Che, tra le righe, questi shock hanno un nome da leggersi sotto la definizione di Superlega

Uefa, il messaggio del massimo organo del calcio

 

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