Il Mancio e l’Aeroplanino tornano a incrociarsi: dalla coppia-gol della Sampdoria alla sfida tra Turchia e Italia
Ci sono partite che iniziano molto prima del fischio d’inizio. Turchia-Italia è una di queste, soprattutto per chi ha la Sampdoria nel cuore. Questa sera, infatti, Roberto Mancini e Vincenzo Montella si ritroveranno uno contro l’altro, ma prima di diventare allenatori e commissari tecnici sono stati compagni di squadra in blucerchiato.
Era la Sampdoria della stagione 1996/97. Sven-Goran Eriksson in panchina, Mancini leader e un giovane Montella pronto a prendersi la scena. Il risultato fu una coppia d’attacco capace di segnare 37 gol complessivi in campionato: il Mancio inventava, l’Aeroplanino correva e segnava.
Montella arrivava a Genova con talento e ambizione. In quella stagione avrebbe realizzato 22 reti in 28 presenze di campionato, trovando proprio nella Sampdoria il palcoscenico per la definitiva consacrazione. Accanto a lui c’era un giocatore capace di leggere il calcio prima degli altri: Roberto Mancini.
La Sampdoria li fece compagni, Turchia-Italia li mette uno contro l’altro

Turchia-Italia, è anche Roberto Mancini contro Vincenzo Montella: la nostra coppia d’attacco nel 1996/97. Il racconto
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Mancini arriva a Bursa dopo la sconfitta contro il Belgio. Un ko che ha complicato subito il cammino degli Azzurri e che rende importante trovare una reazione già questa sera.
Per questo il commissario tecnico sembra intenzionato a cambiare diversi uomini. In difesa dovrebbe tornare Bastoni, mentre Kayode è candidato sulla destra. In mezzo spazio possibile per Frattesi, Tonali e Fagioli. Davanti, invece, Scamacca è favorito su Pio Esposito, con Raspadori e Cambiaghi a completare il reparto offensivo.
Una formazione diversa, dunque, per cercare una risposta immediata.
Dall’altra parte ci sarà Montella, che conosce bene il calcio italiano e conosce ancora meglio Mancini. Una sfida particolare per entrambi.
Questa sera non saranno più il Mancio e l’Aeroplanino della Sampdoria. Saranno due allenatori chiamati a difendere due panchine e due nazionali.
Ma basterà guardarli per un istante per tornare indietro nel tempo.
A quella Sampdoria del 1996/97.
A Mancini che alzava la testa per cercare il movimento del compagno. A Montella che partiva alle spalle dei difensori. A quei 37 gol costruiti insieme.
Allora correvano nella stessa direzione.
Questa sera, invece, proveranno a fermarsi a vicenda.



