Il presidente dello Spezia Stillitano analizza la crisi del calcio italiano tra il paradosso dei giovani in Serie Bkt e l’obiettivo salvezza
In una recente partecipazione al podcast britannico “The Joy of Football Podcast”, il presidente dello Spezia Charlie Stillitano ha offerto una disamina sulla crisi del sistema calcio in Italia, partendo dalla sua esperienza diretta nel club ligure.
Stillitano ha evidenziato come il calcio italiano sia intrappolato in un circolo vizioso che impedisce la crescita dei talenti nazionali. Nonostante l’ottimo lavoro dei vivai, il passaggio al professionismo è bloccato: “C’è una grande disciplina nei settori giovanili… Ma poi tutto si perde… perché non si riesce a far giocare i giovani con i grandi”.
Il caso dello Spezia è emblematico di questa tensione tra valorizzazione e necessità di risultati: “abbiamo uno dei portieri della nazionale under 21 italiana, ma poi il mio direttore sportivo e il mio amministratore delegato mi chiedono di comprare un portiere con maggiore esperienza”. Questa prudenza deriva dal terrore della retrocessione in Serie C. Stillitano si interroga: “Perché c’è un sistema che mi spinge a far giocare il capitano della nazionale bulgara o un nazionale polacco invece di un ragazzo italiano in serie B? E la risposta è semplice: perché non ci si può permettere di finire in serie C”.
Stillitano e il paradosso Serie BKT: “Ho il portiere dell’Under 21, ma mi chiedono l’esperto”

Diego Mascardi-Simone Pafundi
Spezia, Charlie Stillitano: in Serie Bkt è difficile far giocare i giovani. Le parole
LEGGI ANCHE Verso Pescara-Sampdoria, due dubbi in difesa per Attilio Lombardo: Matteo Palma cambia ruolo? Le ultime
Contrario ai tetti agli stranieri (ritenuti impraticabili per le leggi UE), Stillitano propone un obbligo progressivo di italiani in campo: “potresti dire semplicemente che dal prossimo anno devi avere almeno un italiano in campo. Tra due anni ne devi avere almeno due, poi tre eccetera”.
Analizzando la situazione dello Spezia, Stillitano ha reso merito all’ex tecnico Roberto Donadoni per il coraggio dimostrato nel lanciare giovani come Romano, Comotto e Vlahovic. Tuttavia, con il ritorno di Luca D’Angelo per tentare una “mission impossible” salvezza, il presidente prevede un cambio di rotta: “credo che ora, vista la situazione difficile in cui siamo, D’Angelo sceglierà i veterani”.
Stillitano si è detto sorpreso dalla differenza culturale tra i tifosi inglesi e quelli italiani. Se in Inghilterra la contestazione resta nello stadio, in Italia la pressione è costante: “mi è stato suggerito… di non prenotare in un albergo in città perché i tifosi mi avrebbero atteso nella lobby per avere un confronto”. Ha aggiunto, con un tocco di amara ironia, che “il pensiero che mi possa arrivare una bottigliata in testa non mi aveva mai sfiorato”.
Il presidente ha sottolineato come l’attaccamento viscerale alla maglia non coincida necessariamente con la voglia di vedere italiani in campo: “per i tifosi non c’è un particolare orgoglio nell’avere ragazzi italiani in squadra. Vogliono semplicemente vincere”. Stillitano è atteso in Italia per le sfide contro Mantova e Sudtirol, nel tentativo di portare serenità a una squadra attualmente ultima in classifica e reduce da una dura contestazione al centro Ferdeghini, dopo la disastrosa sconfitta nel derby con la Carrarese



