Si riaccende il dibattito sui giocatori italiani e stranieri nel nostro calcio, in Serie Bkt quasi un terzo di calciatori proviene dall’estero, ecco com’è messa la Sampdoria
Il motto della Serie Bkt è quello di essere “Il campionato degli italiani”. E mai come dopo la terza debacle Mondiale consecutiva della Nazionale Azzurra di calcio il tema è più che mai attuale. Si è tornati a parlare del fatto che i calciatori del nostro Paese giochino poco, in particolare i giovani. E soprattutto giocano poco ad alti livelli. In questo senso, il campionato cadetto è servito e serve come primo banco di prova per i ragazzi appena usciti dai settori giovanili e qualcuno negli anni è riuscito a emergere.
Nella Serie Bkt 2025/26 sono stati fin qui 169 gli stranieri su 588 calciatori complessivi impiegati dalle 20 squadre. Significa che è circa il 29%, quasi un terzo dei professionisti che giocano in cadetteria. Molto meglio, in termini nazionalistici, di circa il 70% dei giocatori che militano in Serie A. Ma è già una percentuale significativa se si pensa che è la seconda divisione italiana.
Ed è ancora più eclatante il fatto che la prima in classifica della Serie Bkt, il Venezia, sia la squadra con più stranieri in rosa, 19 su 29 totali, con una percentuale di impiego dei calciatori italiani pari solo al 18,1% del totale dei minuti. La squadra di Giovanni Stroppa è l’unica ad avere un minutaggio degli stranieri maggiore di quello dei calciatori provenienti dall’Italia e quella che ha il record di maggiori giocatori venuti dall’estero schierati in una singola partita (10 contro il Catanzaro). Ma in tutto questo la Sampdoria in che situazione si trova?
Sampdoria, 8 stranieri in rosa ma il club è quinto per maggiore impiego: tanta differenza tra girone d’andata e di ritorno

Serie Bkt, giocano di più gli italiani o gli stranieri? La situazione della Sampdoria
I blucerchiati hanno una stagione spaccata in due in questo senso. Figlia anche delle due visioni che hanno gestito rispettivamente il calciomercato estivo e quello invernale. In generale, nell’arco di tutto il campionato fin qui disputato, la Sampdoria è quinta per maggior numero di giocatori stranieri impiegati minuto per minuto in Serie Bkt: 35,8%, con il 64,2% di italiani in campo.
Solo 4 società hanno un impiego maggiore per calciatori nati all’estero: Venezia, Palermo, Monza e Südtirol. Chiudono la classifica Mantova, Pescara, Catanzaro e Padova, con oltre il 90% dell’impiego di giocatori di nazionalità italiana.
La Sampdoria è anche la seconda classificata per la partita con più stranieri in campo nell’undici iniziale, dietro ai 10 del Venezia. Massimo Donati, alla terza giornata con il Cesena, ha schierato dall’inizio 7 calciatori nati all’estero (Coucke, Vulikic, Ioannou, Abildgaard, Henderson, Barak, Pedrola) e 4 italiani (Venuti, Riccio, Conti, Coda).
Ma in realtà gli stranieri attualmente nella rosa blucerchiata sono 8: Coucke, Palma (che ha il doppio passaporto ma figura come tedesco), Hadzikadunic, Abildgaard, Henderson, Ferri, Barak e Begic. E 10 squadre di Serie Bkt ne hanno di più. Segno che in realtà qualcosa è cambiato.
Il calciomercato estivo aveva portato tanti stranieri, mentre quello invernale impostato da Mancini ha visto una rivoluzione. Via ad esempio Cuni, Pedrola, Narro, Coubis, Ioannou, Vulikic, dentro Martinelli, Pierini, Viti ed Esposito, per citarne alcuni. E questo ha fatto sì che il numero, l’impiego e il minutaggio dei giocatori italiani aumentasse. Con alcuni giovani come Martinelli, Pafundi e Cherubini nel giro delle Nazionali minori Azzurre.



