Il contratto con Adidas scadrà nel 2027 e il Como valuta una strada diversa: produrre direttamente le sue divise
Il Como prepara una grande svolta sul fronte commerciale. Come riportato da Tuttosport, alla scadenza dell’attuale accordo con Adidas, prevista nell’estate del 2027, il club lariano starebbe valutando la possibilità di produrre direttamente le proprie maglie da gioco.
Una scelta che cambierebbe radicalmente il rapporto con lo sponsor tecnico: non più soltanto acquisto e personalizzazione dei prodotti, ma gestione dell’intero processo, dal design alla produzione fino alla vendita. L’obiettivo è aumentare la quota di ricavi trattenuta direttamente dalla società, assumendosi però anche i costi produttivi e il rischio legato alle eventuali rimanenze.
Il riferimento più evidente è il Napoli che da alcuni anni gestisce direttamente la produzione e la commercializzazione delle proprie divise attraverso il progetto legato a EA7 e Armani. Secondo i numeri riportati da Tuttosport, il club partenopeo punta a un giro d’affari vicino ai 30 milioni di euro all’anno dal settore delle maglie, con oltre 400 mila pezzi venduti e un obiettivo futuro di circa 50 milioni.
Numeri che, naturalmente, non possono essere trasferiti automaticamente al Como: il bacino di tifosi e la dimensione commerciale dei due club sono molto diversi. Il modello, però, mostra quale possa essere il potenziale di una gestione più diretta del merchandising.
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La società lariana parte inoltre da una base commerciale in forte crescita. Il fatturato retail è passato, secondo quanto riferito dal club, da circa 62 mila a 16 milioni di dollari in cinque anni. Le maglie da gioco rappresentano una parte importante di questo risultato, mentre il resto arriva soprattutto dalle collezioni lifestyle e dalle iniziative legate all’immagine internazionale del Como.
La divisa della stagione 2026/27 viene attualmente venduta sullo store ufficiale a 125 euro, mentre alcune produzioni speciali hanno raggiunto prezzi e tirature da collezione. È il segnale di una strategia che punta a trasformare la maglia non soltanto in un prodotto per i tifosi, ma anche in un elemento dell’identità del club.
La sfida sarà soprattutto industriale: produrre la quantità giusta, rispettare i tempi, sostenere i costi e limitare le rimanenze. Se il progetto andrà avanti, dall’estate 2027 il Como proverà così a fare un passo ulteriore nella propria crescita commerciale, seguendo una strada già percorsa dal Napoli.
Le cifre del club partenopeo non rappresentano una previsione per il Como, ma danno la misura delle potenzialità economiche che può offrire una gestione diretta del merchandising.



