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Sampdoria-Verona non si doveva giocare…

di Gabriele Frassanito
Gabbiadini Lazio Napoli Sampdoria Verona

Sampdoria-Verona non si doveva giocare e invece il campionato non si poteva fermare, bisogna andare avanti per i soldi, non per lo spettacolo. Un grave errore, gravissimo…

Il “bollettino di guerra” dei contagi da coronavirus, diramato quotidianamente dal Capo della Protezione Civile Borrelli sta diventando una sorta di rito cui gli italiani avrebbero fatto volentieri a meno.

E i tifosi sampdoriani stanno iniziando a seguire con più apprensione questi numeri perchè la squadra blucerchiata è al momento la più contagiata d’Italia e d’Europa. Siamo a 8 giocatori positivi al Covid-19, oltre al mitico dott. Baldari, storico medico sociale del club di Corte Lambruschini.

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Gabbiadini è stato il primo, seguito a stretto giro da La Gumina, Colley, Ekdal e Thosrby. Poi nel pomeriggio di sabato 14 marzo la Sampdoria, un po’ a sorpresa, comunica che non avrebbe più dato informazioni circa l’eventuale positività di altri tesserati.

Dopo qualche ora sono Depaoli e Bereszynski a fare “outing” sui propri profili nei social network (ne mancherebbe ancora uno…). La cosa che conta di più al momento è che i nostri ragazzi e il “Doc” stanno tutti bene e presentano una sintomatologia lieve.

Sampdoria-Verona non si doveva giocare

Numeri strani…

Ma è lecito domandarsi se effettivamente siano gli unici casi o se il numero di contagiati in serie A sia destinato a salire.

Oppure se le altre squadre di Serie A e gli altri calciatori abbiano scelto la strada del silenzio, per evitare tensioni e preoccupazioni…

Perchè se incrociamo i dati generali del contagio, in realtà la Liguria è solo settima per numero di contagi, ben al di sotto di Lombardia, Veneto, Piemonte e Toscana. Eppure, sono solo tre le squadre di serie A colpite: oltre alla Sampdoria, la Fiorentina (con Pezzella, Cutrone e Vlahovic) e la Juventus (Rugani).

Una situazione che ha comportato l’isolamento per le avversarie dirette nell’ultimo inutile incontro disputato in campionato: Verona, Udinese e Inter.

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Segnali da ascoltare

Quel tentennamento nel disputare la giornata di campionato (con il rinvio di Parma-Spal di un’ora abbondante), la posizione netta del presidente dell’AssoCalciatori Damiano Tommasi e del Ministro dello Sport Spadafora, che avevano da subito (e invano) chiesto  la sospensione del campionato…

Segnali che forse avrebbero dovuto essere ascoltati: Sampdoria-Verona non si doveva giocare!



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