Da Possanzini a Pecchia, da Calò a Belotti: sono diversi i nomi che hanno detto di no alla Sampdoria negli ultimi anni
La Sampdoria continua a fare i conti con una crisi che va ben oltre i risultati del campo. Le difficoltà delle ultime stagioni, i continui cambiamenti nell’area tecnica e una struttura societaria per nulla facile da decifrare stanno incidendo anche sulla capacità del club di convincere allenatori e calciatori ad accettare il progetto blucerchiato. Come racconta il Secolo XIX, quella che per anni è stata una destinazione ambita, capace di suscitare entusiasmo, oggi deve confrontarsi con una realtà diversa: non tutti sono disposti a scegliere Genova, nemmeno davanti al richiamo di una piazza storica.
Uno degli esempi più significativi è arrivato nell’estate scorsa, durante la lunga ricerca del successore di Attilio Lombardo. Dopo aver conquistato la salvezza, la società aveva deciso di orientarsi verso un profilo differente per guidare la squadra nella nuova stagione. Il casting è andato avanti per settimane, con diversi contatti e valutazioni, fino all’annuncio di Bernardo Corradi.
Tra i nomi presi in considerazione c’era Davide Possanzini, rimasto a lungo tra i candidati più accreditati. La trattativa, però, non si è concretizzata. Tra gli aspetti che avrebbero pesato nella decisione ci sarebbe stata la richiesta di ridimensionare lo staff tecnico. Possanzini ha quindi scelto il Sudtirol, formazione che dopo le prime sei giornate si ritrova al terzo posto con 12 punti e ancora senza sconfitte.
Un altro profilo sondato è stato Fabio Pecchia. In questo caso, oltre alle questioni economiche, avrebbe inciso soprattutto la scarsa convinzione rispetto al progetto tecnico presentato dalla Sampdoria. Il tecnico ha declinato la proposta e si è accasato alla Cremonese, dopo l’esonero di Marco Giampaolo.
Nella lista degli allenatori che non hanno accettato la destinazione blucerchiata, secondo il quotidiano genovese, figura anche Paolo Zanetti.
La difficoltà di convincere un tecnico non è una novità assoluta. Nell’estate del 2024, quando il direttore sportivo Pietro Accardi era alla ricerca di un sostituto per Andrea Sottil, anche Aurelio Andreazzoli aveva respinto la proposta. Un anno prima, invece, era stato Fabio Grosso a non accettare la possibilità di allenare la Sampdoria nell’ambito del progetto avviato dalla nuova proprietà guidata da Andrea Radrizzani.
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Le difficoltà non riguardano soltanto la panchina. Nell’ultima sessione di mercato, la Sampdoria ha dovuto fare i conti con diversi giocatori che hanno preferito altre destinazioni.
È il caso di Charalampos Lykogiannis, terzino sinistro greco che sembrava vicino ai blucerchiati dopo una lunga trattativa. Quando l’accordo era ormai a un passo, il giocatore ha scelto di prendersi del tempo, ed è poi finito all’AEK Atene.
Tra i portieri, la Sampdoria ha visto sfumare la possibilità di riportare a Genova Tommaso Martinelli, con il giovane estremo difensore che ha preferito trasferirsi all’Avellino anziché tornare in prestito dalla Fiorentina.
Un altro nome è quello di Giacomo Calò. Il regista, tra i migliori giocatori della precedente Serie Bkt, era stato cercato ad agosto, ma il giocatore ha deciso di restare al Frosinone, rinnovando il suo contratto con i ciociari.
Inoltre, gli ultimi giorni del mercato estivo dell’anno scorso hanno portato altre due risposte negative sul fronte offensivo. Manuel De Luca, ex attaccante blucerchiato, è rimasto alla Cremonese, mentre Andrea Belotti ha scelto il Cagliari.



