Sampdoria, dai sassi al pullman al sit-in di Bogliasco. Scopri tutte le tappe della contestazione dei tifosi contro la società di Tey
Non è un semplice malumore passeggero, ma un incendio che cova sotto la cenere da mille giorni. Quello che abbiamo visto martedì sera in via Cavour a Bogliasco, con circa cinquecento cuori blucerchiati a presidiare la sede, non è un episodio isolato, ma l’ennesimo capitolo di una “guerra” che dura ormai da tre anni. Una lotta a tappe che ha visto cambiare i volti dei protagonisti in giacca e cravatta, ma non i sentimenti di una piazza che si sente, ancora una volta, tradita nelle promesse.
Tutto ha inizio nella tormentata primavera del 2023. Tra aprile e maggio, il tifo organizzato diede vita a un vero e proprio pellegrinaggio verso la vecchia sede di Corte Lambruschini per chiedere la testa di Massimo Ferrero e scongiurare il fallimento. Il passaggio di consegne a Radrizzani e Manfredi, con l’ingresso del gruppo guidato dall’azionista Joseph Tey, fu accolto come l’alba di una nuova era. Tuttavia, dopo un anno di relativa calma sotto la gestione Pirlo, il clima è tornato a farsi incandescente nella terribile annata 2024/25
Sampdoria, il tempo delle promesse è scaduto: la cronistoria della contestazione alla società

Nathan Walker (rappresentante azionisti Sampdoria)-Joseph Tey Wei Jin (azionista Sampdoria)-Francesco De Gennaro (presidente Sampdoria)
Sampdoria, tutte le tappe della contestazione dei tifosi nei confronti della società di Joseph Tey dal 2023 a oggi
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Tuttavia, la contestazione è divampata nuovamente nella terribile stagione 2024/25, l’anno in cui la pazienza ha iniziato a esaurirsi sotto i colpi dei risultati deludenti. Il primo segnale di rottura avvenne dopo lo 0-3 interno contro il Frosinone, quando il pullman della squadra fu bersagliato da una sassaiola. La tensione era talmente alta che, dopo la successiva sconfitta con lo Spezia, la società scelse di rifugiarsi in un ritiro “punitivo” a Coverciano per evitare nuovi scontri a Bogliasco. Quell’estate, nonostante la salvezza miracolosa, gli animi si accesero contro i dirigenti Messina e Silvani per il “caso Iene”, ma il vero punto di non ritorno arrivò a settembre 2025: dopo il tracollo casalingo col Cesena, la rabbia esplose con manate rabbiose contro l’auto che trasportava Manfredi e Joseph Tey.
Da quel momento, la contestazione non si è più fermata. A ottobre 2025, prima della sfida col Pescara, un corteo silenzioso ma carico di tensione sfilò da via del Piano fino alla Tribuna, puntando il dito contro Walker e Fredberg. A dicembre, durante l’intervallo di Samp-Reggiana, un manipolo di tifosi riuscì addirittura a fare irruzione nei settori vip alla ricerca della dirigenza. La spaccatura totale si consumò però a marzo 2026, prima del match con l’Avellino, con una contestazione clamorosa che coinvolse giocatori, dirigenti e proprietà, risparmiando soltanto le bandiere Attilio Lombardo, Andrea Mancini e Giovanni Invernizzi
Proprio l’attacco a questi simboli della “sampdorianità” ha scavato il solco definitivo in questo giugno 2026. Nonostante le parole di Walker (“Abbiamo un progetto”) e Fredberg (“Idee chiare”), i fatti hanno raccontato un’altra storia. La piazza non ha perdonato l’allontanamento di Invernizzi e Mancini, né il ridimensionamento di Lombardo.
Il 23 giugno 2026, il malcontento è tornato a esplodere sotto la sede di Bogliasco. Lo striscione appeso sopra i cancelli è una sentenza senza appello: «Il vostro progetto: falsità e disorganizzazione. Il nostro progetto: liberarla da voi». La scelta di Bernardo Corradi, percepito come l’ennesima scommessa a basso costo è stata la miccia finale.



