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Sampdoria, Stankovic e i giovani. L’avessimo fatto prima…

di Massimiliano Lussana
Probabile Formazione Sampdoria Fiorentina Montevago

A San Siro si salva solo la Sampdoria dei giovani, quelli che Dejan Stankovic ha deciso di buttare nella mischia. L’avessimo fatto prima…

In verità, credo che la partita decisiva per la Sampdoria sabato fosse quella del via del Mare e che il colpo di sfortuna del Lecce – che nei minuti finali ha preso un palo che avrebbe cambiato la partita contro la Juventus e probabilmente anche la stagione salentina e forse anche quella blucerchiata – sia stato un grandissimo colpo di fortuna per la Samp.

Insomma, credo che la vittoria della Sampdoria, a San Siro, sia stata la sconfitta del Lecce, che permette di tenere a soli due punti il quartultimo posto, quello utile per salvarsi, ricordando anche che fra pochissimo il calendario proporrà lo scontro diretto.

E la partita del Meazza? E la sconfitta per 3-0?

Diciamolo subito, l’Inter non ha rubato assolutamente niente, la sconfitta blucerchiata è meritatissima e Onana ha fatto una sola parata importante e decisiva.

I tre goal nerazzurri sono stati bellissimi: De Vrij è saltato più alto di tutti, tipo un ascensore e nessuno ha particolari colpe; il goal di Barella è stato talento puro; il coast to coast di Correa è stato meraviglioso.

Poi diciamo anche la frase fatta che “non sono queste le partite da vincere” che in parte è vero e in parte è una facile scorciatoia per perdere.

Ma, al di là di questo, la Sampdoria di oggi non è stata oscena, considerando le pessime prestazioni di molti giocatori: Alex Ferrari, che ha sbagliato molto anche se a mio parere è sbagliato gettargli la croce addosso. Ciccio Caputo, che evidentemente sta diventando un problema. Lo stesso Manolo Gabbiadini. Abdelhamid Sabiri nemmeno entrato, giustamente credo. Ronaldo Vieira, che quando è entrato, è entrato malissimo. Insomma, la lista dei “cattivi” è bella lunga.

Sampdoria, il coraggio di Stankovic: puntare sui nostri giovani

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Ma ci sono anche dei raggi di sole tutti targati Stankovic e, a proposito, è stato bellissimo vedere l’accoglienza che è stata riservata oggi a San Siro all’allenatore blucerchiato, che lì dentro ha scritto la storia.

E allora ecco anche la lavagna dei bravi: Bruno Amione ha confermato anche oggi che ha un senso mandarlo in campo e, al netto di una certa irruenza, in difesa è uno che si fa sentire, molto più di quanto direbbe la sua giovane età. Gerard Yepes Laut ha fatto bene anche oggi ed è stato sostituito all’intervallo solo perché era ammonito e Stankovic non voleva rischiare di rimanere con un uomo in meno.

E su Yepes non mi stancherò mai di ripetere che è incomprensibile quanto è successo lo scorso anno, come è incomprensibile tutto ciò che ha portato Marco Giampaolo sulla panchina blucerchiata. D’Aversa lo fece giocare qualche volta, dandogli minutaggio ed era comunque, sempre, una presenza fissa nella distinta. Poi attivò Giampaolo e Yepes, fino quasi a fine stagione, non è stato degno nemmeno di fare la riserva. E non era infortunato, perchè giocava in Primavera. Poi di nuovo solo panchina e nemmeno un minuto con Giampaolo e, finalmente, con Ascoli in Coppa Italia, Cremonese e Inter, Yepes titolare, in crescendo.

Ma in attesa di Simone Trimboli che per me può fare benissimo – e di altri giovani, da Lorenzo Malagrida a Francesco Migliardi che appena sarà possibile vedremo – c’è stata un’altra bella sorpresa: Daniele Montevago, attaccante, che è il giocatore numero 33 a finire in distinta quest’anno in partite ufficiali, Coppa Italia con Reggina ed Ascoli comprese.

E Montevago ha esordito benissimo, con voglia e personalità, confezionando anche uno splendido assist per Pussetto che avrebbe meritato il goal.

Sampdoria, a gennaio ci ritroveremo con la stessa proprietà…

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Insomma, con Caputo fuori forma, con Gabbiadini che non è comunque una prima punta, con Quagliarella tristemente in tribuna o sul viale del tramonto, con De Luca rotto e con Bonazzoli svenduto, davvero puntare sul ragazzo di Palermo può avere un senso, un senso vero.

Per il resto come faccio a essere sereno per la Sampdoria dopo uno 0-3 meritatissimo?

Lo sono perché, comunque, ho visto una squadra reattiva. Nulla davanti – ed è un enorme problema – ma che suda la maglia, circostanza sconosciuta nelle ultime partite di Giampaolo.

Una squadra, ricordiamolo, che si trova al centro di voci di mercato che stenderebbero chiunque.

Gli sceicchi, invece, non fanno gli schemi. E, se è per quello, per ora, nemmeno i bonifici.

La prossima settimana inizia un trittico di partite in otto giorni che prevede Fiorentina al Ferraris, Torino fuori casa nell’infrasettimanale e Lecce di nuovo a Marassi. Da lì, da queste partite, si capirà ancora meglio quale può essere il campionato della Sampdoria.

Poi si riprende a gennaio dopo i Mondiali.

Se volete sapere il parere mio, la proprietà sarà ancora quella attuale.

E per rischiare un Ferrero bis, non è detto che il Ferrero originale sia il Male assoluto.

Poi, certo, il Bene è un’altra cosa.



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