I primi mesi in maglia Sampdoria per Salvatore Esposito non sono andati nella direzione in cui nessuno s’immaginava…
C’è una distanza siderale, a volte, tra il valore teorico di un calciatore e il suo impatto pratico in una nuova realtà, e il caso di Salvatore Esposito alla Sampdoria ne è la perfetta e spietata dimostrazione. Se ci fermassimo al valore assoluto o alle potenzialità del giocatore, parleremmo senza indugio di uno dei migliori registi del campionato di Serie B, un metronomo dai piedi educati capace di dettare i tempi di gioco come pochissimi altri e con qualità tali da poter calcare stabilmente i campi della massima serie. La realtà del campo, però, racconta tutta un’altra storia.
Arrivato a Genova nell’ambito di un maxi affare imbastito con lo Spezia, Esposito era stato designato come l’uomo a cui affidare le chiavi della manovra, ma le grandi aspettative si sono scontrate immediatamente con la sfortuna. Frenato da continui problemi fisici, il play non ha mai trovato la continuità necessaria per entrare in ritmo, finendo per restare intrappolato in una condizione atletica precaria che ne ha condizionato inevitabilmente le prestazioni.
Sampdoria, Salvatore Esposito a buca in blucerchiato…
Sampdoria, Salvatore Esposito non ha dato quello che ci si aspettava…
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Senza la brillantezza necessaria per pensare prima degli altri, il suo calcio è diventato compassato e insolitamente timido, impedendogli di incidere in positivo e mostrando solo una versione sbiadita del giocatore ammirato in passato.
Anche quando ha stretto i denti per essere presente, l’apporto tecnico è rimasto ampiamente al di sotto dei suoi standard. Giudicare l’Esposito visto al Luigi Ferraris senza considerare l’alibi dei contrattempi fisici sarebbe ingeneroso, ma la lucidità dell’analisi impone di constatare che l’investimento della dirigenza richiede risposte concrete. La Sampdoria ha un disperato bisogno del vero Esposito per trasformare quello che finora è stato un costoso equivoco tattico nel pilastro del proprio futuro.



