La Sud ha parlato ai tifosi della Sampdoria, spiegando la necessità di firmare la petizione nazionale per salvarsi dalla tessera obbligatoria, mentre va avanti la contestazione alla società
Una firma come unica cosa da fare per conservare la libertà di tifare. Basterà apporre la propria sigla sabato 14 marzo, sulla petizione nazionale che verrà esposta sui banchetti de La Sud prima di Sampdoria-Venezia, per cercare di arginare l’inasprimento di divieti che è nell’aria e sta per abbattersi sulle tifoserie italiane.
I rappresentati dei gruppi organizzati della Gradinata blucerchiata si sono ritrovati insieme ad alcune centinaia di sampdoriani in Largo Unione Calcio Sampdoria, con uno striscione ad accogliere i presenti: “Firmo perché ci lega un filo”. Un invito diffuso ai tifosi a sottoscrivere la petizione che in realtà non unisce solo i sostenitori della maglia più bella del mondo, ma quelli di centinaia di piazze calcistiche d’Italia, da nord a sud. Un insieme di persone che condividono lo stesso fine: combattere la deriva repressiva delle autorità di pubblica sicurezza.
La petizione “Per un calcio giusto e popolare” è un lavoro nato un anno fa, tra l’altro partito dalla costola di un’altra iniziativa. Nel giro di pochi mesi è lievitato il numero di tifoserie che hanno voluto aderire, fino all’incontro di fine febbraio che ha dato il via alla propaganda per firmare. Il turno dei sampdoriani arriverà prima della sfida casalinga col Venezia. E sarà, spiegano i gruppi de La Sud, l’unica e ultima occasione di impedire, per esempio, che la tessera del tifoso diventi tassativamente obbligatoria. Ovvero ciò che minerebbe il mondo ultras.
Sampdoria, non solo la petizione nazionale, La Sud continua la contestazione contro la società. E chiede il supporto di tutti i tifosi

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I gruppi de La Sud hanno poi fatto il punto sulla contestazione alla società della Sampdoria. Un’altra battaglia che gli ultras blucerchiati non hanno mai smesso di combattere in tutti questi mesi. Ma visto come stanno andando di nuovo le cose in questa stagione serve che tutta la tifoseria sampdoriana si unisca alla contestazione verso la proprietà e la dirigenza.
I tifosi organizzati hanno ricordato, per esempio, il blitz nella tribuna di un centinaio di ultras per andare a cercare il presidente Matteo Manfredi, rischiando problemi con le forze dell’ordine. D’ora in poi, però, non basterà più. Da ora in avanti servirà l’aiuto di tutta la tifoseria, a partire dalle 9 finali che la squadra dovrà giocare da qui alla fine. E se necessario i sampdoriani dovranno essere pronti a scendere in strada per la Sampdoria. Difendendola da tutto e tutti.
La Sud, insomma, chiama i tifosi per le battaglie che arrivano. Per una lotta compatta a partire da Sampdoria-Venezia, contro le repressioni delle autorità e contro la società.




