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‘S’ di Sampdoria e quella ‘V’ di Pazzini che ci ha fatto impazzire di gioia…

di Francesco Tonelli - La voce blucerchiata
Sampdoria Pazzini

Quella con l’Hellas Verona per la Sampdoria non sarà una partita come le altre. Passi l’importanza che hanno i tre punti per i blucerchiati che dovranno assolutamente vincere senza fare sconti. Passi anche per il gemellaggio storico con unisce le due tifoserie e passi pure l’emergenza (e la paura) per il Coronavirus. Ma Sampdoria contro Hellas Verona sarà il contorno del grande ritorno di Giampaolo Pazzini al Luigi Ferraris, uno di quei malinconici tuffi nel passato che per un momento ci fanno dimenticare le disavventure del presente.

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Sì perché rivederlo qui, accanto a noi, su quel campo, nel nostro stadio sarà una specie di analgesico con effetto istantaneo, della durata di un secondo. Lui verrà con l’agguerrita banda di Juric pronto a spedirci ancora più a fondo nel nostro baratro, ma i sampdoriani, quelli veri, lo applaudiranno lo stesso, anche se adesso ha giurato fedeltà ai colori gialloblù.

Perché questo trentacinquenne da più di cento goal in serie A ci farà rivivere dei dolci momenti di gloria, utopia pura vedendo dove siamo ora. E ci verrà in mente della doppietta alla Roma, del quarto posto, della finale di Coppa Italia del 2009, dei suoi tre goal tra andata e ritorno in quei amari preliminari di Champions contro il Werder Brema.

Ci passeranno davanti agli occhi i suoi colpi di testa, l’intesa perfetta con Cassano che ricordava quella dei più noti e vincenti Gemelli del goal. Stavolta lui sarà lì, nel nostro stadio che è anche un po’ suo, da avversario e da professionista, come è sempre stato: il suo compito sarà segnare, cioè quello che gli è sempre venuto naturale, anche se dovrà farlo nella nostra porta.

In caso di goal, probabilmente il “Pazzo” non esulterà e da un lato ci aspettiamo che non lo faccia, in segno di rispetto verso chi non lo ha dimenticato. Ma forse rivedere quella “V” in mezzo alla sua faccia, sabato sera, dopo un goal incassato da Audero, non ci farebbe così male al cuore, perché di nuovo sarebbe un ritorno ai bei tempi, ai momenti di quella Sampdoria che ci aveva tanto illuso e fatto gioire…



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