Matteo Monforte scherza sul successo della Sampdoria e su Gabriele Gravina. Non scherza invece sui meriti di Attilio Lombardo
Nessun ringraziamento particolare da fare per Gabriele Gravina. Nemmeno oggi che la Sampdoria è uscita dalla zona playout e guarda con interessa ad altro. Osserva, sia chiaro. Sicuramente leggendo “Peccati di gol” su Il Secolo XIX mi fa piacere che il mare mosso dentro Matteo Monforte e tutti noi, oggi sia molto meno agitato di prima. Ma si sa, da vecchi marinai, meglio non fidarsi dei venti.
Ma fino a quando a comandare la barca è Attilio Lombardo…
C’è qualcosa di antico, quasi omerico, nel ritorno di Attilio Lombardo sulla panchina della Sampdoria. Non tanto per l’impresa epica delle ultime gare…
Apriamo i libri di scuola:
Vi ricordate quando Ulisse rimette piede a Itaca? La casa è la stessa, ma non è più casa. È occupata, disordinata, irriconoscibile. E allora il ritorno è un lavoro lento di riconoscimento. Prima guardare, poi capire, pensare, infine agire. La Sampdoria che Lombardo ha ritrovato, a parer mio, somigliava moltissimo a quell’isola smarrita: una squadra senza più identità, alla deriva, attraversata da paure e cambi di rotta, incapace di riconoscersi allo specchio. Non serviva soltanto un semplice condottiero…
Sampdoria, Attilio Lombardo ha rimesso le cose a posto…
Sampdoria, Matteo Monforte: questa volta Gabriele Gravina non c’entra, c’entra Attilio Lombardo!
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Per Matteo Monforte, Attilio Lombardo ha portato formule magiche. E anche un “lessico” diverso.
Ha rimesso al centro gesti semplici, quasi dimenticati: l’attenzione, la compattezza, il credere in un’impresa; una forma di fiducia che non si annuncia, ma si costruisce. E come Ulisse, non ha avuto bisogno di farsi riconoscere subito da tutti: gli è bastato iniziare a rimettere ordine
Finale romantico:
Le tre vittorie consecutive non sono una cavalcata, ma un segnale. Non raccontano una squadra guarita, per l’amor di dio, raccontano una squadra che ha smesso di perdersi. Che ha ritrovato un filo: “quel filo che ci porta dritto a lei”. E in fondo, nelle storie più antiche, è sempre così: il ritorno non coincide con la festa, ma con il momento in cui le cose tornano al loro posto, una alla volta…



