Bernardo Corradi? Matteo Monforte è sicuro che a Genova, alla Sampdoria con questa società non verrà mai nessun vero allenatore…
È la prima cosa che ho fatto stamattina sfogliando il giornale al bar. Leggere Matteo Monforte. Leggerlo con un caffè amaro davanti. E amara è la vita di ogni tifoso della Sampdoria destinata a guardare questo continuo scempio. Lui, come altri probabilmente, la televisione. Io ho resistito fino alla fine. Facendomi del male. Male profondo.
Questo Peccati di gol, ahimè e questo lo devo dire caro amico Matteo, è un’altalena continua come quei tifosi che quando vinci vedono cose positive e quando perdono è sempre una catastrofe. Io voto la seconda, quasi sempre con questa squadraccia costruita a costo zero…
Alla fine, è successo. Per la prima volta nella mia vita, l’ho fartto. Ho spento la tv. Non credevo sarebbe mai potuto accadere, sono sincero. Non pensavo che sarei mai arrivato a fare un’azione che esce così tanto da quella che è sempre stata la mia visione di essere tifoso della Samp. (…) Proprio io, venerdì sera, per la prima volta in 50 anni, ho spento la televisione al trentesimo del primo tempo e non l’ho più accesa…
Eh già Matteo ha preferito mettersi a montare una cassapanca che aveva acquistato in mattinata. “Che cupezza”. Fa sorridere, sicuramente ci mette tenerezza. E invece è la rabbia il sentimento che prova un tifoso della Sampdoria. Tifoso ancora una volta umiliato da tutto e da tutti!
Sampdoria, Bernardo Corradi? Ma chi vi viene a Genova con Fredberg…
Sampdoria, Matteo Monforte: Bernardo Corradi? Con questa società a Genova non verrà mai nessun vero allenatore
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Questa credo che sia stata, in realtà, la più grande sconfitta. Una sconfitta per me e per questa Sampdoria. Il fatto che questa società e questi giocatori siano riusciti a far perdere la voglia di ve-derela Samp a uno comeme, penso che sia il più enorme fallimento gestionale mai avvenuto dal 1946. E attenzione, io non sono soltanto un tifoso da quando sono all’asilo, io sono anche uno che ha il privilegio di venire pagato per vedere la partita e scrivere un articolo sulla sua squadra del cuore…
Chiedo scusa agli lettori del bar se questa mattina non mi sono staccato dalla copia de Il Secolo XIX. Troppo vera queste righe di Matteo per non fermarci su non una, ma anche due volte e riflettere.
Un privilegio che ho anch’io, sia chiaro. Ma non crediate che avere questa opportunità significhi soffrire di meno. Anzi, è spesso il contrario. Noi non possiamo nemmeno sfogarci troppo a dire il vero…
Quel mal di pancia che ha colpito Matteo ha colpito altri nel suo quartiere, probabilmente in tutta la città di Genova e provincia. Milano compresa. Vi posso assicurare che gli esiliati blucerchiati qui sono tanti. Ma Matteo riaccenderà il televisore, tornerà allo stadio e continuerà a scrivere del Doria.
Ormai dopo 5 anni di sconfitte, umiliazioni, dimostrazioni di saccenza, presunzioni e prese per il culo, la narrazione di tutto è cambiata radicalmente, per me. Vederla con questo schifo per tutto dentro all’anima, mi fa più male che non vederla, forse
Capitolo Bernardo Corradi. Matteo in fondo ha ragione. Perché illudersi che lo mandino via. E poi per prendere chi al suo posto? Già. Forse…
L’ennesimo fantoccio senza capo né coda, alle prime armi, che fa giocare Lauristen perché glielo dice Fredberg? Solo un allenatore serio potrebbe far cambiare le cose davvero e chiudere le porte dello spogliatoio a questi incompetenti in giacca e cravatta che vogliono dettare le linee. Ma un allenatore serio non verrà mai in questa Sampdoria, questa è la cruda e amara realtà dei fatti. Che dio ce la mandi buona, dunque.



