Sampdoria, Matteo Asquasciati su Facebook: Simone Pafundi? Ma vi ricordate Veron e Boghossian e di Mihajlovic? Ringraziamo…
Matteo Asquasciati su Facebook analizza il "caso" Simone Pafundi alla Sampdoria e si chiede se qualcuno si ricorda di Veron e Boghossian e di Mihajlovic...
Matteo Asquasciati su Facebook analizza il “caso” Simone Pafundi alla Sampdoria e si chiede se qualcuno si ricorda di Veron e Boghossian e di Mihajlovic…
Guardando Facebook trovo ancora Matteo Asquasciati e il suo post, il suo racconto. Un bel racconto su Simone Pafundi. Dalla contestazione generale a quella del singolo. E a Bogliasco c’è stata anche questa, si è puntato il dito verso un giocatore. Ma c’è colpa e colpa, o no?
“Il crimine supremo, punibile con le pene più severe nell’implacabile tribunale dei cuori dei tifosi – scrive Matteo sulla propria pagina Facebook – è il tirare indietro la gamba o andare a bagasce in discoteca. Certe cose sono spesso dettate da esigenze, da cose che non avevano un cazzo a che fare con la situazione contingente, ma i tifosi si rifiutano persino di prenderle in considerazione”.
Il piacere di leggere Matteo, lo dico con estrema sincerità, è infinito. Soprattutto quando apre i libri e dentro ci infila anche il calcio. Un esempio lo troviamo anche ora, parlando di Pafundi. Leggete: “Giuda, Bruto, Lorenzo de’ Medici, Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord, Éric Besson. Le grandi pagine della storia sono state spesso macchiate dalle azioni di grandi traditori… (…) Un regno di drammi, una terra di passioni, un impero di emozioni scatenate, il calcio non fa certo eccezione”.
Sampdoria, Simone Pafundi? Ringraziamo il guru di Jesi…
Serie B 2025/26 | Sampdoria-Reggiana Simone Pafundi
Sampdoria, Matteo Asquasciati su Facebook: Simone Pafundi? Ma vi ricordate Veron e Boghossian e di Mihajlovic? Ringraziamo…
“L’indice del grande romanzo dei traditori del calcio – continua Matteo – include, oggi, un ragazzino di vent’anni, che ha sbagliato e che in settimana si è rotto in Nazionale. E nessuno gli crede”.
Già nessuno gli crede fino in fondo. Giusto quindi chiedersi: “Cosa siamo diventati? Il camion della spazzatura, metà che non sa di Verón e Alain Boghossian e metà che non osa dire Siniša Mihajlović, quando fu lui stesso ad ammettere nel 2014, diciassette anni dopo. Chiedendo scusa, da grande uomo quale era?”
Poi ancora Pafundi: “Gettate via le maglie che avete comprato di Pafundi, quando il Guru di Jesi ce lo mandò come l’erede di Zico (vista la proprietà), ma che nel 2026 gira per le strade di Genova, permettendo ai tifosi di gettare le proprie debolezze nel bidone della rumenta”.
Ma la verità più semplice è questa: “È evidente che si tratta di un ragazzo non pronto, fisicamente, prima che psicologicamente, scaricargli addosso colpe che sono di altri, mi sembra l’ennesimo esercizio di scaricabarile per non attaccare chi lo ha portato qua.
Da qui alla fine, con tutta la probabilità, non lo vedremo più. Ma non ha importanza, sarebbe l’ora di guardare ad altre cazzo di cose, no?”