L’agente Mario Giuffredi risponde alle critiche di Antonio Cassano e rivela alcuni retroscena sulla Sampdoria e su una cena con Pietro Accardi
Botta e risposta tra Mario Giuffredi e Antonio Cassano. Il famoso agente sportivo e l’ex giocatore della Sampdoria si sono tirati frecciate a distanza negli ultimi giorni, con Fantantonio che è stato il primo a lanciare la polemica. Subito dopo la partita pareggiata dal Napoli a Copenaghen, il talento di Bari Vecchia ha cominciato ad attaccare alcuni calciatori dei partenopei, tra cui alcuni assistiti proprio dal procuratore, che nella squadra di Antonio Conte ha Giuseppe Ambrosino, Antonio Vergara, Luca Marianucci, Matteo Politano e soprattutto il capitano Giovanni Di Lorenzo.
L’attacco di Cassano, peraltro, è riferito a critiche precedenti mosse proprio da Giuffredi a Conte, reo di non dare spazio ai suoi giovani. Che, secondo Fantantonio, hanno dimostrato di non essere meritevoli di giocare nel Napoli. Al che l’agente, ai microfoni di TMW, ha fornito una contro-replica:
Quando Cassano vuole parlare dei miei calciatori e in particolare di Di Lorenzo do ragione a Fabrizio Corona. Vorrei ricordargli che Di Lorenzo ha vinto più di lui e parla e si atteggia come se avesse vinto gli stessi titoli di Del Piero o Baggio. A Cassano rimangono le chiacchiere e a Di Lorenzo i titoli da protagonista e non da comprimario come lui
L’agente Giuffredi attacca Cassano: “Di Lorenzo ha più titoli di lui, alla Sampdoria non l’hanno considerato”

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Oltre al trattare l’argomento trofei vinti, Giuffredi ha poi rincarato la dose raccontando due retroscena riguardo Cassano e la Sampdoria. Il primo su un presunto tentativo dell’ex giocatore di diventare direttore sportivo blucerchiato, il secondo su un incontro con l’ex ds Pietro Accardi:
Ha provato ad andare a fare il direttore sportivo alla Sampdoria, avevano talmente tanta stima che non l’hanno mai preso in considerazione. Cassano è chiacchiere e distintivo. Ha detto di avermi visto a Genova con Accardi in un ristorante e che si è rivolto a me in determinati modi, ma chi mi conosce bene sa che non gli avrei mai permesso di usare maniere poco consone. E poi non mi sembra un comportamento da persona seria quello di andare a raccontare incontri privati nati per caso



