La Sampdoria di Bernardo Corradi ha cominciato con difficoltà la stagione ma secondo Marco Lanna ci sono ragioni comprensibili dietro l’esordio in salita e ha fiducia nel prosieguo della Serie Bkt
In una Sampdoria tutta nuova ritorna un simbolo come Marco Lanna. Toccherà a lui rappresentare e tramandare, in quanto brand ambassador, i valori della sampdorianità in un contesto dove tante cose sono cambiate. In primis nella squadra. Dall’allenatore, Bernardo Corradi, fino ai tanti giocatori che fanno parte della rosa.
Che, seppure rivoluzionata, anche quest’anno ha cominciato il campionato con sconfitte e difficoltà, salvo poi trovare la prima vittoria contro il Catanzaro appena prima della sosta. Ma nell’inizio in salita di Corradi Lanna non vede una situazione drammatica. Sa che adesso alla Sampdoria servono i risultati. Ma per la Legend blucerchiata è comprensibile che si cominciasse così per via di come è stata costruita la squadra, al netto degli infortuni:
Come sempre ci sono grandi aspettative e grandi pressioni per fare un risultato diverso, negli ultimi anni sono stati oggettivamente deludenti. La squadra ha un livello tecnico alto per i giocatori, sicuramente ci sono tanti stranieri con pochi tempi di adattamento. I giocatori arrivano da Serie A belga od olandese, diciamo che sono tanti i campionati da cui arrivano e quindi darei un po’ di tempo a tutti per capire dove sono.
Perché la Serie B italiana è tutta un’altra tecnica, un altro sport tra la Serie A e altre leghe estere. Guardando un po’ quello che c’è in Serie B, sono delle squadre molto organizzate, corrono, ma tecnicamente raramente vedi delle cose. Nel momento in cui i nostri riescono a immergersi in questo campionato, secondo me possono fare bene
Sampdoria, Lanna da esempio anche per la squadra: insegnerò chi eravamo noi dello Scudetto

Sampdoria, Marco Lanna ha fiducia in Bernardo Corradi: inizio difficile? È comprensibile…
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Anche a questo allora servirà Lanna. Non sarà solo ambasciatore fuori dalla Sampdoria ma anche dentro. Perché in una squadra così nuova, con giocatori che vengono da fuori e magari non sanno bene cosa significhi la squadra d’oro di Paolo Mantovani, serve ancora di più una figura che (oltre ad Attilio Lombardo) trasmetta i valori di quella Samp:
Presenza mia con la squadra? Sicuramente è un’idea percorribile. Magari non in occasione delle partite, ma fargli capire in qualche modo che maglia stanno indossando, chi l’ha indossata cosa ha fatto. L’anno scorso hanno fatto vedere “La bella stagione”, ma la bella stagione va spiegata. Quindi un po’ come una sorta di talk show in cui gli racconti chi eravamo, cosa facevamo e che tipo di gruppo eravamo
La forza di quella Sampdoria stava nel gruppo, più che nei singoli. Nel remare dalla stessa parte per la maglia, anche quando non si era al 100%. E Lanna è pronto a farsi ambasciatore anche di questi ingredienti che sono il segreto per tornare in alto:
Noi giocavamo con dolore da tutte le parti, giocavamo piuttosto che mollare una partita, tagliare una gamba, se ce l’avevano una mano, chi entrava, entrava. Era un gruppo non solo di giocatori forti, ma un gruppo di uomini veri. Secondo me a volte questa cosa qua sfugge. Servono i buoni giocatori ma a volte è meglio avere un giocatore un po’ più scarso, ma che in campo non ti molla niente e che ti aiuta, che ti fa gruppo. Se ti fai la guerra l’un l’altro non vai da nessuna parte. Noi non è che fossimo tutti amici, capita in spogliatoio. Ma quando scendi in campo metti da parte tutto per il bene della squadra



