La Sampdoria vince ed è la prima volta di Luca D’Angelo ma i problemi di formazione e eclassifica restano come i tanti errori della dirigenza sul mercato
Finalmente. È arrivata la seconda vittoria stagionale per la Sampdoria. Un successo che vale molto più dei tre punti, perché conquistato nel momento più difficile, in piena emergenza.
Tanti giocatori indisponibili, altri che forse non hanno avuto nemmeno il coraggio di scendere in campo. Ed è proprio questa emergenza che, ancora una volta, ha messo a nudo l’inadeguatezza della dirigenza: Jesper Fredberg, CEO dell’area Football, e Américo Branco, direttore sportivo.
Un mercato inutile
Il mercato estivo è stato inconcludente, fatto di scelte incomprensibili. L’esempio è Tobias Lauritsen: sei presenze, zero gol, un investimento senza ritorno. O Peter Vindahl, portiere arrivato dallo Sparta Praga la cui partenza era stata festeggiata dai tifosi della sua ex squadra. Quando accade questo, le domande sono inevitabili.
Salvati dai ragazzini
Sampdoria, la prima volta di Luca D’Angelo ma i problemi restano, gli errori della dirigenza anche…
Per necessità, ci siamo ritrovati a dare spazio a due classe 2008: Andrey Krastev e Lorenzo Mezzotero.
Mezzotero è una scoperta per molti, ma non per chi segue la Primavera. Otto gol senza un rigore calciato, capocannoniere del girone. A volte, invece di andare a cercare lontano, basterebbe guardare con più attenzione dentro casa propria.
Lezione di D’Angelo
Oggi è emersa anche la qualità di Luca D’Angelo. Ha avuto il coraggio di buttare nella mischia Mezzotero a ridosso della punta, sfruttandone inserimento e tecnica. Ha ridato fiducia a Krastev in porta dopo le incertezze di Ascoli, sapendo che ha margini di crescita. Ha caricato Begic, difendendolo dopo l’errore che ad Ascoli poteva portare al pareggio.
Con umiltà e intelligenza tattica, ha letto la partita in corsa e ha cambiato assetto, mettendosi a specchio con la Virtus Entella che stava prendendo il sopravvento.
Anche questa è una bocciatura per Fredberg e Branco, che in estate avevano puntato sull’inesperto Bernardo Corradi. D’Angelo ha dimostrato quanto conti avere un allenatore che conosce la categoria: porta punti, legge le difficoltà, protegge i suoi, evita brutte figure.
Si è visto un gruppo
Non solo tecnica. Oggi si è visto qualcosa di importante sul piano umano: il gruppo. Non sono passati inosservati i festeggiamenti dei giocatori infortunati in panchina, Insigne e Ferrari su tutti. Segnali che testimoniano come si stia costruendo qualcosa anche sul piano dello spirito di squadra.
Una rondine non fa primavera. Una vittoria non risolve tutti i problemi della Sampdoria. Ma in un momento così delicato porta morale, fiducia e serenità.
Adesso Carrara. Trasferta difficile contro la Carrarese, senza Verschaeren, uscito infortunato, e senza Cicconi, squalificato per diffida.
L’emergenza continua, ma questa vittoria deve essere un punto di ripartenza.
Perché la Sampdoria ha bisogno di uomini, idee e competenza. E soprattutto di una dirigenza finalmente all’altezza della sua storia.



