La contestazione lo ha accompagnato anche durante il ritiro di Ponte di Legno: Fredberg racconta come la vive
Nell’intervista rilasciata a Tuttosport, Jesper Fredberg ha parlato anche della contestazione nei suoi confronti da parte della tifoseria organizzata, che lo accompagna fin dalla scorsa stagione e che è proseguita anche durante il ritiro estivo di Ponte di Legno. Un malcontento che aveva trovato espressione già prima del ritiro, con striscioni comparsi anche sotto casa del dirigente danese.
Fredberg è uno dei principali bersagli della tifoseria, insieme a Nathan Walker, plenipotenziario della proprietà e braccio destro di Joseph Tey. A pesare sul rapporto con la piazza non sono stati soltanto i risultati scadenti della passata stagione, ma anche alcuni acquisti scellerati e attribuibili a lui, come quelli di Coucke, Narro e Ferri, oltre alle scelte societarie portate avanti in questi mesi. In particolare, i tifosi gli contestano l’allontanamento, avvenuto quest’estate, di figure profondamente legate al mondo Samp come Andrea Mancini e Giovanni Invernizzi, in nome della tanto sbandierata “modernizzazione del club”.
Sampdoria, Jesper Fredberg sulla contestazione: mi rende triste. Lavoro nel calcio perchè voglio regalare qualcosa di positivo

Sampdoria, Jesper Fredberg: la contestazione? Che tristezza…
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Il dirigente danese ammette di vivere con difficoltà questo clima e nell’intervista ha raccontato il proprio stato d’animo.
Questa cosa mi rende triste. Lavoro nel calcio perché voglio dare qualcosa di positivo. È una cosa a cui non mi abituerò mai. L’esperienza dell’anno scorso mi ha fatto imparare molte cose



