Non soltanto il passaggio delle quote: l’uscita di Matteo Manfredi dalla Sampdoria sarebbe stata accompagnata da alcune clausole
Matteo Manfredi non parla pubblicamente della Sampdoria dallo scorso 24 aprile, giorno in cui sono state ufficializzate le sue dimissioni. Un silenzio che, secondo quanto riportato dal Secolo XIX, non sarebbe una scelta personale dell’ex presidente: negli accordi raggiunti con Joseph Tey al momento della separazione sarebbe stata inserita una clausola che gli impedisce di parlare del club blucerchiato.
Tra le condizioni previste dall’accordo ci sarebbe anche il divieto di presentarsi allo stadio Luigi Ferraris in occasione delle partite della Samp.
Sampdoria, Manfredi non può parlare: la clausola voluta da Joseph Tey

Joseph Tey Wei Jin (azionista Sampdoria)-Matteo Manfredi (presidente Sampdoria)
Sampdoria, il Secolo XIX: Joseph Tey ha messo a tacere Matteo Manfredi. La clausola
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Nel frattempo, però, non tutti gli impegni previsti dagli accordi con Tey sarebbero stati rispettati. Tra questi figurava la nomina, entro il 1° luglio, di un advisor incaricato di mettere in vendita la società, ma l’incarico risulta essere stato affidato.
È stato invece comunicato agli organismi calcistici e agli istituti di credito coinvolti il cambio di controllo avvenuto il 24 aprile, con il trasferimento a Joseph Tey delle quote detenute da Manfredi nella Gestio Capital Structuring & Investment, la holding lussemburghese a capo della Sampdoria.



