Il presidente della Figc Gabriele Gravina interviene sul caso delle trasferte vietate, tema caro alla tifoseria della Sampdoria, spiegando che sono al vaglio soluzioni per punire solo i responsabili degli scontri
“Trasferte libere” recita uno striscione che La Sud ha portato anche a Catanzaro, così come campeggiava anche nel settore ospiti di Padova. Una richiesta, un appello che i tifosi organizzati della Sampdoria fanno da sempre, perché i sostenitori di tutte le squadre possano andare liberamente a vedere le partite senza limitazioni. Purtroppo per i sampdoriani questo spesso non avviene. Con restrizioni che penalizzano la maggioranza dei tifosi.
Il tema delle trasferte vietate è molto sentito in ambiente blucerchiato ma non solo. Ultimamente lo strumento è stato adottato più volte dalle autorità del Ministero dell’Interno per punire varie tifoserie di cui alcune frange si sono scontrate. Non c’entrano i sostenitori della Sampdoria, ma un po’ ovunque in Italia ci sono stati episodi di scontri.
Tifosi della Fiorentina e della Roma in autostrada, oppure laziali e napoletani. In Serie B la stangata alla Juve Stabia, con la partita casalinga contro la Virtus Entella a porte chiuse e trasferte vietate per 3 mesi. Ma i provvedimenti penalizzano tutti per colpa di pochi. Il solito dilemma che si ripresenta. Anche Gabriele Gravina, presidente della Figc, ha ammesso che il divieto totale di trasferta è una misura molto stringente. Anzi, a margine del Consiglio Federale odierno ha parlato proprio di sconfitta per il mondo del calcio:
Non è un argomento che ci lascia indifferenti e dispiace per quello che avviene. Noi siamo per l’individuazione delle singole responsabilità per non penalizzare le comunità virtuose di tifosi. Privare una parte di questa comunità è una sconfitta per il mondo del calcio e stiamo provando a superarlo in stretta collaborazione con il Ministero dell’Interno
Figc, Gravina e le trasferte vietate: “Cercheremo di punire solo chi commette i reati”

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Al vaglio ci sono quindi soluzioni e strumenti per far sì che a pagare siano solamente i responsabili degli scontri. Di modo da non chiudere le trasferte a tutti. Di modo da non vietare per non gestire. Lasciando che le persone riempiano i settori ospiti degli stadi italiani, che altrimenti restano desolatamente vuoti. Anche se, ha continuato Gravina, certi comportamenti come gli scontri non saranno mai tollerati:
Il calcio è festa e gioia, non possiamo consentire questa modalità di appuntamenti sulle strade provinciali e sulle autostrade per gli scontri. Qui si parla di delinquenza e come tale viene perseguita. Ma dispiace penalizzare i soggetti virtuosi. Se penalizziamo tutti non si rende onore al mondo del calcio e su questo lavoriamo, affinché vengano perseguiti chi commette il reato



