Maledizione Sampdoria: ecco la sfilza degli allenatori che, dal 2023, hanno detto di no al club blucerchiato
Mentre Jesper Fredberg e Américo Branco stringono i tempi per consegnare ai tifosi il nuovo allenatore, l’ombra dei rifiuti passati continua ad alleggiare sulla Sampdoria. Non è un mistero: sedersi sulla panchina blucerchiata, oggi, non rappresenta più quell’ambizione irrinunciabile di un tempo. Negli ultimi due anni, la Sampdoria ha incassato una serie di rifiuti che hanno ridisegnato i piani societari, tra pretese economiche, visioni tattiche divergenti e l’ormai celebre scoglio dello staff.
Ecco la cronistoria dei tecnici che, dal 2023 a oggi, hanno preferito altri lidi o hanno declinato l’offerta dei blucerchiati:
L’ultimo, in ordine di tempo, è Davide Possanzini. L’ex attaccante sembrava il prescelto per dare un’identità “giochista” alla squadra, ma la trattativa è naufragata in modo paradossale. Possanzini esigeva di venire a Genova il suo intero gruppo di lavoro (otto collaboratori), ma Fredberg è rimasto irremovibile sulla “policy” aziendale: la società impone i suoi uomini (Thomassen, Bressan, Ferri e Vanderloock) e il mister può portarne solo tre o quattro. Risultato? Possanzini ha scelto il Südtirol.
In questa lista non può mancare Fabio Pecchia. Sebbene la piazza sogni il suo ritorno, lo “specialista delle promozioni” ha più volte rappresentato un ostacolo insuperabile, prima per mancanza di interesse e oggi per un ingaggio da 600.000 euro netti che per la Samp appare decisamente fuori portata.
Ottovolante di rifiuti: gli 8 allenatori che hanno rifiutato la Sampdoria dal 2023.

Sampdoria, ecco tutti gli allenatori che dal 2023 a oggi hanno rifiutato la panchina. La lista
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Andando a ritroso, la serie dei “No” è iniziata nell’estate del 2023 con Fabio Grosso. L’ex tecnico del Frosinone fu il primo obiettivo della coppia Manfredi-Radrizzani, ma nonostante un accordo che pareva imminente, non si lasciò convincere dal progetto tecnico.
Nel giugno 2024, fu la volta di Filippo Inzaghi. Pietro Accardi lo aveva individuato come l’erede di Pirlo, ma l’ex attaccante del Milan preferì il progetto del Palermo. Anche profili come Antonio Calabro della Carrarese e Aurelio Andreazzoli hanno declinato la proposta: il primo per dubbi sul progetto, il secondo per richieste economiche giudicate fuori portata.
Ma il dato più allarmante riguarda i tentativi fatti nei momenti di crisi profonda. Nel post-Donati, la dirigenza ha sondato nomi del calibro di Daniele De Rossi e Paolo Vanoli: entrambi, però, non hanno mostrato alcun interesse ad accettare la sfida blucerchiata, confermando come la Samp abbia perso parte della sua storica appetibilità.
La confusione sotto il cielo di Bogliasco è certificata dai numeri: nelle ultime due stagioni si sono succeduti ben otto allenatori (contando anche i ritorni e le soluzioni ad interim): da Pirlo a Sottil, passando per Semplici, Evani, Donati, Gregucci/Foti e Attilio Lombardo.



