Attilio Lombardo è il nuovo allenatore della Sampdoria, il tecnico si è messo a disposizione ascoltando il cuore: “Spero di riuscire a portare la barca in porto”
Attilio Lombardo si è messo a disposizione della sua Sampdoria. Lo ha fatto ancora una volta nel momento di maggiore emergenza. Come l’anno scorso al fianco di Alberico Evani, come a novembre quando è tornato dopo pochi mesi di contratto. Ma soprattutto ora, che ha deciso di dire sì alla proposta di diventare il primo allenatore dei blucerchiati a nove partite dalla fine del campionato. In una situazione delicatissima.
Popeye è emozionato. Un po’ come al primo giorno di scuola, ma in una squadra che ormai conosce e ama da quasi 40 anni. E sente anche la responsabilità di dover guidare la Sampdoria in questa fase di difficoltà:
L’emozione è tanta, guidare la squadra del cuore per la prima volta mi porta un po’ più di responsabilità. Mi sembra di essere tornato quando ero ragazzino a scuola, anche se le difficoltà sono minori a scuola. Sono emozionato, sono però anche certo che da quando cominceremo a giocare svanirà
Sampdoria, Attilio Lombardo: “Tanti avrebbero potuto dire ‘chi te l’ha fatto fare’. Ma per me conta il senso di appartenenza”

Sampdoria, Attilio Lombardo: ho fatto una scelta di cuore. Non so chi altro avrebbe accettato…
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Lombardo ha deciso di mettersi a disposizione ascoltando il cuore. Laddove forse tanti, ascoltando la ragione, avrebbero detto no. Molti altri che si fossero trovati nella sua situazione, di chi ha fatto la storia della Sampdoria, il rischio di macchiare il proprio passato “firmando” una retrocessione in Serie C (dopo quella di Castellammare dell’anno scorso) forse avrebbero destistito. Ma Lombardo ha detto sì per senso di appartenenza:
Tanti mi avrebbero detto cosa stai facendo. Ma quando parla il cuore non ragioni. E io ho sempre ragionato col cuore. Chiunque avrebbe potuto dire chi te lo fa fare, ma il mio cuore porta sempre qui, mi considero una persona com senso di appartenenza che è quello che voglio trasmetterlo ai ragazzi. Non ho paura di prendere le critiche, fa parte della mia esperienza, prima e dopo questa avventura continuerò comunque a vivere a Genova. Non è solo la mia occasione ma quella di tutti. Non so quanti avrebbero deciso di accettare e dire a fare poche partite. A me interessa l’appartenenza, tutto il resto non mi interessa
Quando era tornato l’anno scorso sua figlia Chiara gli aveva mandato un messaggio, dicendogli di non tornare a casa se non fosse riuscito a salvare la Sampdoria. Quest’anno che Attilio è diventato addirittura l’allenatore la sfida si è fatta anche più ardua. E Popeye ha raccontato che
Ora che sono primo allenatore mia figlia mi ha chiesto se sono sicuro di prendermi questo incarico. E io ho risposto chiedendole se tifa davvero la Sampdoria. Allora capirà che ora un tifoso sampdoriano è seduto sulla panchina. E si è preso la briga di portare la barca in porto. Speriamo di riuscirci



