Dopo il pareggio della Sampdoria a Catanzaro Anselmo Gramigni attacca Salvatore Foti, Angelo Gregucci e il calciomercato di Andrea Mancini in diretta su Telenord
Tutto da rifare. Dalla panchina al calciomercato di gennaio. Dopo il pareggio di Catanzaro-Sampdoria, Anselmo Gramigni ne ha per tutti. Ne ha per la dirigenza, che invita in ogni modo ad andare via lasciando il club ad altri. Ne ha soprattutto per il comparto tecnico e per chi sta portando avanti le trattative in questo mercato di riparazione.
Intervenuto in trasmissione a Telenord, Gramigni si è sfogato dopo lo 0-0 del “Ceravolo”, chiedendo che al posto di Salvatore Foti e Angelo Gregucci venga preso un allenatore “vero”. E poi non risparmia dalle critiche nemmeno Andrea Mancini e gli acquisti che fin qui ha fatto:
Per favore, prendiamo un allenatore. Ho visto delle cose tatticamente che facevano accapponare la pelle. Anche i cambi…ci sono stati quelli forzati, perché Mancini prende giocatori tutti rotti e ha rotto anche lui. Cominciate a fare un mercato serio
Sampdoria, Anselmo Gramigni: “Bisogna acquistare giocatori tecnici e di carattere. Ma per favore, prendiamo un allenatore vero”

Sampdoria, Anselmo Gramigni a Telenord contro Foti, Gregucci e Mancini: servono un calciomercato serio e un allenatore vero…
Le critiche al calciomercato della Sampdoria sono mosse da un lato perché due giocatori si sono già fatti male dopo poche partite (Salvatore Esposito perso per oltre un mese, Mattia Viti si capirà in questi giorni), dall’altro perché ce ne sono alcuni che fin qui non hanno convinto, come Matteo Brunori. Anselmo Gramigni chiede rinforzi di carattere e migliori tecnicamente. Ma questo non può prescindere da un cambio in panchina:
Diamo intanto un’idea di gioco con un allenatore vero, poi bisogna mettere da parte tutti i dirigenti perché sono oltre la scarsità ed è una vergogna che guadagnino così tanto. Devono essere messi fuori. E poi prendiamo giocatori che almeno sappiano stoppare un pallone e fare un passaggio orizzontale. Vorrei giocatori di carattere, perché i nostri ne hanno zero



