La difesa di Bernardo Corradi sempre battuta fino a qui, la Sampdoria ha subìto almeno un goal in tutte le partite ed è l’inizio peggiore degli ultimi 7 campionati
Difesa fragile per la Sampdoria. La partita di Avellino ha evidenziato più di tutte le altre le problematiche che ci sono nella linea arretrata di Bernardo Corradi. Quattro reti subite in meno di mezz’ora, derivate da errori dei singoli, da pessimi posizionamenti e incomprensioni tra compagni.
La gara del Partenio – Lombardi è senza dubbio la peggiore di questa stagione, ma per le difficoltà difensive è stata solo l’ultima. La più grave, certamente, ma non un caso isolato di errori e goal presi per ingenuità. La Sampdoria ha subìto almeno una rete in tutte le gare giocate in quest’annata 2026/27, Coppa Italia inclusa.
Rimanendo solo al campionato, non succedeva dalla Serie Bkt 2023/24 che alla sesta giornata arrivassero zero clean sheet. Quell’anno, però, Andrea Pirlo arrivò a 9 reti incassate. Quattro in meno rispetto a Corradi.
Sampdoria, 13 goal presi in 6 partite: solo Di Francesco ha fatto peggio
Sampdoria, allarme difesa: ancora zero clean sheet e un inizio peggiore non si vedeva da…
Andando a ritroso, innanzitutto la difesa attuale della Sampdoria ha lo score peggiore dei 4 anni di cadetteria in quanto a goal presi dopo le prime 6 partite. Una media di oltre 2 reti a gara che supera quelle di Massimo Donati, che ha totalizzato la stessa quantità anche della gestione Pirlo-Sottil del 2024/25 e la già citata del Maestro nella stagione prima (9 goal in 6 sfide).
Anche in Serie A, però, bisogna tornare indietro di qualche anno per trovare un inizio peggiore. Nella stagione della retrocessione in B, 2022/23, i blucerchiati chiusero la sesta giornata con 11 reti incassate. L’anno prima nello stesso periodo furono 10 e il campionato ancora precedente (2020/21) la quota era più bassa, 9.
È l’annata 2019/20 quella che finora mantiene il record per la difesa più fragile nel primo sestetto di gare: Eusebio Di Francesco chiuse con 14 goal, uno in più di Corradi. Che resta sulla sua panchina dopo Avellino ma, ora più che mai, è chiamato a una svolta in termini di risultati. Che potranno arrivare solo se la difesa verrà davvero blindata. E in questo le assenze di Mattia Viti e di uno come Luca Ravanelli, ancora mai impiegato, si fanno sentire.



