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    Sampdoria, affare Pisa-Beruatto: le motivazioni della condanna. La ricostruzione

    Mancata amichevole dell'affare Beruatto, Sampdoria costretta a pagare 80mila euro al Pisa, la ricostruzione punto per punto di cosa ha portato alla condanna
    Francesco TonelliBy Francesco Tonelli9 Febbraio 2026
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    Sampdoria Beruatto Tribunale Federale Nazionale Pisa
    Serie B 2024/25 | Sampdoria-Cesena Pietro Beruatto
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    Mancata amichevole dell’affare Beruatto, Sampdoria costretta a pagare 80mila euro al Pisa, la ricostruzione punto per punto di cosa ha portato alla condanna

    Il 26 gennaio 2026 la Sampdoria è stata condannata dal Tribunale Federale Nazionale, sezione vertenze economiche, a pagare 80mila euro al Pisa. Il motivo è la mancata disputa di un’amichevole concordata il 9 gennaio del 2025, un anno prima, nell’ambito dell’affare che ha portato il difensore Pietro Beruatto a vestire la maglia blucerchiata, ceduto in prestito proprio dai toscani.

    Cosa è successo perché la Sampdoria sia stata ritenuta colpevole dell’annullamento della partita e quindi costretta a pagare il Pisa? La sezione vertenze economiche ha pubblicato la sentenza con le motivazioni che hanno portato alla condanna, che poteva anche prevedere un esborso maggiore. Tutto parte proprio a inizio gennaio 2025, quando le due società stipulano un contratto, che prevede la disputa di un’amichevole tra il 15 luglio e il 15 agosto, il cui incasso sarebbe spettato al Pisa. In caso l’amichevole fosse saltata, la responsabile dell’annullamento avrebbe dovuto pagare 100mila euro.

    Sempre secondo l’accordo, il Pisa doveva proporre due date e un campo da gioco, che poi la Sampdoria avrebbe dovuto approvare. Così è successo. Il Pisa, in data 12 giugno, ha proposto il 30 luglio o il 31 luglio 2025, in entrambi i casi alle 20:30 e tutte e due le volte allo stadio Fortunati di Pavia. Si tratta di due date che potevano andare bene per la preparazione estiva. La Sampdoria, però, non ha risposto in tempo. La ricostruzione del Tfn, infatti, spiega che

    Non ricevendo riscontro, la ricorrente (il Pisa, ndr), con pec del 20 giugno 2025, sollecitava la U.C. Sampdoria spa a dare un riscontro entro il termine ultimo del 25 giugno 2025, oltre il quale la gara amichevole non si sarebbe più potuta tenere per comportamento riconducibile alla U.C. Sampdoria spa. Con pec in data 8 luglio 2025 la ricorrente comunicava quindi alla U.C. Sampdoria spa l’impossibilità di programmare altre date per l’amichevole, anche per il sopraggiunto venire meno della disponibilità dello stadio di Pavia e la non agibilità dell’Arena Garibaldi di Pisa, chiedendo contestualmente il pagamento della somma di euro 100.000,00 prevista nel contratto.

    Sampdoria, risarcimento al Pisa per l’amichevole Beruatto: ecco cosa ha portato alla condanna

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    Sampdoria, affare Pisa-Beruatto: le motivazioni della condanna. La ricostruzione

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    La replica della Sampdoria a quest’ultima pec del Pisa è arrivata addirittura una settimana dopo, il 15 luglio. E si trattava di una contro-proposta, però mancante di alcune parti, come si legge nella sentenza. E il Pisa ormai non poteva più giocare l’amichevole:

    Solo in data 15 luglio 2025 la Unione Calcio Sampdoria spa ha dato la sua prima risposta contestando la richiesta di pagamento che non teneva conto delle circostanze eccezionali che hanno coinvolto la Sampdoria in quel periodo e ha proposto, come date possibili per l’amichevole, quelle del 5, 6 o 10 agosto 2025. La ricorrente ha quindi contestato detta proposta, peraltro priva della indicazione dello stadio che avrebbe dovuto ospitare l’amichevole, in quanto l’individuazione delle date era di sua esclusiva prerogativa come da contratto e, in ogni caso, in quel periodo la squadra si sarebbe trovata in tournée in Germania

    Così il 29 ottobre 2025 il Pisa ha effettivamente depositato il ricorso. Chiedendo 100mila euro di risarcimento. La Sampdoria, però, ha avuto argomentazioni per ribattere. Innanzitutto ha fatto leva sul fatto che è retrocessa in Serie C, un dramma sportivo per la squadra e la tifoseria, che ha creato una situazione straordinaria da gestire tra riorganizzazione e ordine pubblico. Poi è arrivato il caso Brescia e la disputa dei playout a sua volta inattesa, con la fine della stagione ritardata di varie settimane e una pianificazione di nuovo radicalmente stravolta.

    In effetti, la preparazione estiva della Sampdoria è cominciata con notevole ritardo. Tra nomina dell’allenatore, calciomercato e individuazione delle date e della sede del ritiro estivo, tutto è stato spostato più avanti. Con incertezze rimaste per molto tempo. E questo ha pesato nella sentenza del Tfn. Che, riconoscendo le difficoltà oggettive della situazione, ha attenuato il risarcimento, richiesto che da 100mila è passato a 80mila euro:

    Risulta, infatti, per tabulas che la ricorrente ha puntualmente rispettato gli obblighi contrattuali assunti e che nulla può esserle ascritto in termini di mancanza di lealtà e correttezza nella esecuzione del contratto. La risposta della U.C. Sampdoria spa solo in data 8 luglio 2025 è del tutto tardiva oltre che dal contenuto non conforme alle obbligazioni pattuite. Ciò posto, in ordine al quantum della pretesa di parte ricorrente, non può però non considerarsi il dramma sportivo vissuto dalla U.C. Sampdoria spa in termini di incolumità dei propri tesserati e di assoluta incertezza in ordine al proprio futuro e ciò proprio nel periodo in cui avrebbe dovuto dare riscontro alle comunicazioni del Pisa Sporting Club srl. Ritiene quindi, questo Collegio, che pur nella non giustificabilità dell’inadempimento della U.C. Sampdoria spa, si debba fare ricorso all’equità nella quantificazione dell’importo richiesto.

     


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