Nuovi guai per Massimo Ferrero dopo il licenziamento dalla Ternana, la famiglia Rizzo ha presentato un esposto contro di lui alla Procura di Terni, che ha aperto un’indagine
Massimo Ferrero è indagato dalla Procura di Terni. Nuovi guai in arrivo per l’ex presidente della Sampdoria, che negli ultimi mesi aveva ricoperto il ruolo di super consigliere della famiglia Rizzo, diventata proprietaria della Ternana a metà settembre 2025. Dopo poche settimane però i nuovi azionisti si sono resi conto che era stato tenuto loro nascosto l’ammontare del compenso del Viperetta, insieme a quello dell’amministratrice unica Tiziana Pucci. Uno stipendio molto alto per le casse del club umbro.
A quel punto la famiglia Rizzo ha cercato di mettere mano ai contratti. Che però sono risultati intoccabili per via di uno strumento a cui Pucci aveva fatto ricorso. Dopo aver ingaggiato un professionista (Fabio Forti) per occuparsi della faccenda, il 22 dicembre 2025 la Ternana ha ufficializzato l’interruzione del rapporto professionale con Ferrero. Che adesso è indagato dalla Procura di Terni.
Ternana, esposto in Procura della famiglia Rizzo contro Ferrero: aperta l’indagine per infedeltà patrimoniale

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Il fascicolo è stato aperto dopo che la famiglia Rizzo ha presentato due esposti, secondo quanto rivelato dall’Agi, uno per il Viperetta e uno per Tiziana Pucci. L’accusa è di infedeltà patrimoniale nei confronti della Ternana. Ovvero quel caso in cui si arreca un danno alla società per cui si lavora perseguendo un proprio profitto personale. Secondo la proprietà, infatti, il club rossoverde sarebbe stato vittima di un raggiro orchestrato dai due. Che infatti hanno fatto in modo di non poter essere licenziati normalmente.
A Ferrero e a Pucci sono contestate alcune operazioni economiche su cui si concentrano le attenzioni della Procura. Inoltre l’ex presidente della Sampdoria avrebbe fatto assumere tramite una società del gruppo il suo autista storico a cui sarebbero stati riconosciuti compensi per attività straordinaria. E costui avrebbe anche cercato di trattenere per sé l’auto aziendale di proprietà però della Ternana. Se si configurasse l’ipotesi di reato di cui è accusato Ferrero, il rischio è il carcere da 6 mesi a 3 anni.



