Roberto Mancini resta il preferito di Giovanni Malagò per la panchina dell’Italia. Ma di mezzo ci si mettono i club. Scopri i dettagli
Mentre a Bogliasco la tifoseria blucerchiata contesta duramente la scelta societaria di puntare su un esordiente come Bernardo Corradi, a Roma il nuovo presidente della FIGC, Giovanni Malagò, affronta la sua prima grande sfida: la scelta del prossimo Commissario Tecnico.
Ad oggi, Roberto Mancini occupa ancora la prima posizione nella griglia di partenza per la successione in panchina. Il tecnico di Jesi, legato a Malagò da una storica amicizia nata tra i campi del Circolo Aniene, ha già manifestato un forte desiderio di riscatto dopo il “pentimento” per la sua fuga in Arabia Saudita nel 2023. Per riabbracciare l’azzurro, Mancini ha compiuto gesti concreti: si è dimesso dall’Al-Sadd rinunciando a circa 10 milioni di euro e si è detto pronto ad accettare un contratto fino al 2030 a cifre decisamente più contenute, intorno ai 2,5 milioni annui.
Tuttavia, la strada verso il ritorno non appare spianata. Gran parte dei club di Serie A, con in testa il presidente dell’Inter Giuseppe Marotta — grande elettore proprio di Malagò —, nutre forti perplessità su questa ipotesi. Molte società non perdonano ancora le modalità con cui Mancini lasciò la Nazionale tre anni fa e Malagò, pur avendo l’ultima parola, non intende forzare la mano contro la sua maggioranza proprio all’inizio del mandato.
Mancini non è gradito ai club di Serie A, Antonio Conte è il profilo che metterebbe d’accordo tutti

Panchina Italia, Roberto Mancini resta in pole. Ma i club… La situazione
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Se il fronte Mancini dovesse crollare, il nome che mette d’accordo tutti per carisma ed esperienza resta quello di Antonio Conte. L’ex allenatore del Napoli ha già dato la sua disponibilità per un ritorno in azzurro, attirato da ritmi di lavoro meno logoranti rispetto a quelli di un club. Il nodo, in questo caso, è prettamente economico: Conte dovrebbe ridursi drasticamente lo stipendio rispetto ai 9 milioni percepiti nell’ultima stagione, a meno che non intervengano nuovamente degli sponsor come accadde nel 2016.
Sullo sfondo emerge però un’idea che stuzzica non poco la fantasia di Malagò: Francesco Farioli. A 37 anni, il tecnico fresco vincitore del campionato portoghese con il Porto rappresenterebbe una rottura netta con il passato. L’ostacolo principale è la clausola rescissoria da 15 milioni di euro che lo lega al club lusitano fino al 2028, una cifra che la FIGC non può permettersi di versare. Restano più defilati Stefano Pioli, reduce da un finale di stagione complicato alla Fiorentina, mentre Claudio Ranieri sembra ormai fuori dai giochi per la panchina.
Direttore Tecnico, idea Maldini
Per blindare lo spogliatoio e restituire identità alla Nazionale, la Federazione sta studiando anche la figura di un direttore tecnico di spessore. Il profilo perfetto, sponsorizzato dall’Assocalciatori, risponde al nome di Paolo Maldini, ma restano in lizza anche figure come Baggio o Buffon per completare un organigramma che, nelle intenzioni di Malagò, dovrà essere “un modello invidiato nel mondo”.



