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Nicola Pozzi: “Vi racconto la mia nuova vita”

di Filippo Tudisco

Il neo direttore sportivo Nicola Pozzi, ex attaccante della Sampdoria, racconta in esclusiva per ClubDoria46 la sua nuova vita e le sue prospettive future. 

 

(Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Ciao Nicola, sappiamo che ti sei appena diplomato come direttore sportivo insieme a Cassano e a Puggioni…

“Esatto! Oltre a loro conoscevo anche tanti altri calciatori che facevano il corso con me come Berti, Pellissier, Lucarelli, Padalino che ha giocato con me alla Samp. E’ stata una bellissima esperienza, un corso formativo che ci ha abilitato definitivamente per poter svolgere questa mansione”

E’ stato un percorso difficile? Com’era organizzato il corso?

“Più che difficile è stato molto interessante. Hanno cominciato a farci vedere quel lato del calcio più dirigenziale con approfondimento specifico sui regolamenti. A Coverciano sono venuti a farci visita diversi direttori sportivi della Serie A come Sabatini, Paratici, Giuntoli e Faggiano per condividere le loro esperienze e cercare di lasciarci qualche spunto”.

Hai già trovato qualche squadra pronta a prenderti come direttore sportivo?

“In questo momento no. Ma oltre all’abilitazione da DS ho preso anche il patentino Uefa A per poter allenare tra i professionisti e anche le squadre primavera. Il mio futuro dipenderà dalle opportunità, il lato dirigenziale è quello che mi interessa di più”.

In questi giorni si è parlato molto dell’incontro tra Ferrero e Antonio Cassano per un ruolo nell’area tecnica della Samp, magari Nicola Pozzi può venire ad aiutarlo…

“E’ chiaro che per chi come me è legato all’ambiente blucerchiato, sarebbe un occasione da cogliere al volo una eventuale chiamata della Sampdoria. Ma ora devo ancora concludere il mio percorso e andrò in giro per l’Italia per vedere partite e allenamenti di alcune squadre e per visionare i metodi di lavoro. Qualsiasi cosa si voglia fare nella vita bisogna avere almeno una competenza sufficiente. Ho già in programmazione diversi spostamenti, grazie anche all’aiuto di varie persone che conosco e che mi daranno l’opportunità di assistere al loro lavoro”.

Quest’estate hai appeso le scarpe al chiodo definitivamente anche se avevi detto che avresti voluto continuare a giocare ancora.

“Avrei potuto continuare… Negli ultimi 2 anni ho giocato in Serie D e ho scoperto un campionato che non conoscevo e le sue particolari dinamiche. E’ stata un’esperienza bella, ma ora è arrivato il momento di cominciare a fare altro. Di base uno non vorrebbe mai smettere, ma prima poi quel giorno arriva..”

Come sono stati i tuoi “compagni di banco” a Coverciano?

“L’ambiente era molto sereno e si è formato un bel gruppo di lavoro. Ci sono stati anche momenti di svago e di simpatia tra di noi, però durante le lezioni tutti abbiamo tenuto sempre un atteggiamento consono alla scuola di Coverciano. Sono state in totale 170 ore per 6 settimane di corso di grande concentrazione, ma nelle pause ci siamo divertiti…”.

 

(Nelle prossime ore verrà pubblicata la seconda e la terza parte dell’intervista dedicata al momento della squadra, al mercato e a Massimo Ferrero)

 

 

 

 

 



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