Un ritorno per una squadra tutta da scoprire come il Qatar che sarà in quello che avrebbe dovuto essere il “nostro girone” al Mondiale 2026
Il Qatar. Rieccolo. Nel 2022 ha bruciato l’equivalente del Pil di mezza Europa per organizzare la Coppa del Mondo in casa. Ha persino spezzato i sacri calendari sportivi giocando in inverno, per poi subire l’etichetta di peggior nazione ospitante di sempre con tre sconfitte e zero punti. Sembravano il capriccio di un emiro, una banda di dilettanti destinata a sparire nel nulla. Invece, l’umiliazione globale è diventata il propellente per una metamorfosi straordinaria. I granata hanno prima difeso il titolo in Coppa d’Asia a inizio 2024 e poi hanno strappato il pass per il Mondiale 2026 sul campo, senza scorciatoie, piegando gli Emirati Arabi Uniti per 2-1 lo scorso ottobre.
La svolta è arrivata grazie ai frutti dell’Aspire Academy, la mega struttura che ha centralizzato lo sviluppo dei giovani basandosi su competenze europee. Ma il vero salto di qualità per dare un’identità internazionale al gruppo è arrivato in panchina con l’ingaggio, a maggio 2025, del ct Julen Lopetegui. Lo spagnolo incrocia il proprio destino con i qatarini dopo il trauma del 2018, quando fu clamorosamente esonerato dalla Spagna a 72 ore dal debutto in Russia per aver firmato con il Real Madrid. Oggi, a otto anni di distanza, Lopetegui farà il suo esordio assoluto in un Mondiale guidando una squadra che ha finalmente imparato a gestire la pressione del “dentro o fuori” in partite vere e climi infuocati.
Mondiali 2026, alla scoperta del Qatar…
Mondiale 2026, il Qatar nel “nostro” girone e una squadra tutta da scoprire. La storia
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Il leader tecnico indiscusso è Akram Afif, ala sinistra dai folti capelli eletto MVP d’Asia dopo la finale vinta contro la Giordania, match deciso da una sua tripletta e celebrato con un iconico gioco di prestigio con le carte davanti alle telecamere. Accanto a lui agirà il cinico Almoez Ali, capocannoniere delle qualificazioni asiatiche con ben 12 reti, supportato dall’esperienza ravvicinata a centrocampo di elementi chiave che garantiscono l’equilibrio del 4-3-3.
In attacco ci sarà ancora Mohammed Muntari, l’uomo che nel 2022 firmò di testa il primo storico gol qatarino contro il Senegal. Inserito nel Gruppo B con Svizzera, Bosnia e i padroni di casa del Canada, il Qatar non ha più gli occhi del mondo addosso e può sognare gli ottavi. È lo stesso girone in cui sarebbe finita l’Italia se non avesse fallito la qualificazione a Sarajevo. Guardarli giocare forse farà male a noi italiani, ma dimostra che c’è sempre tempo per diventare una Nazionale seria.



