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La Sampdoria merita rispetto. Ma chi batte i pugni sul tavolo del palazzo?

di Marco Bisacchi
Sampdoria Tavolo Del Palazzo

La Sampdoria ha la forza di battere i pugni sul tavolo del palazzo? È la domanda da farsi dopo quello che è successo con Dionisi e Paieretto…

La Sampdoria merita rispetto. Come meritano rispetto le altre 19 società di serie A. La Sampdoria deve pretendere rispetto. Come fanno – dietro le quinte e non solo – un po’ tutti gli altri club. Inutile tornare su moviole e Var: la rete annullata a Caputo contro l’Atalanta è stata un’ingiustizia palese ai danni dei blucerchiati.

Un episodio che ha condizionato la storia della partita: senza quell’assurda decisione arbitrale probabilmente la squadra di Giampaolo avrebbe iniziato il campionato con un risultato positivo.

Per carità non voglio parlare di complotti ma è evidente che la Sampdoria in questo preciso momento storico stia pagando il suo scarso peso politico. Non si tratta di pretendere favori o regali, si tratta solo di avere il dovuto.

Designazione sbagliata in partenza…

Senza se e senza ma. Non mi va di crocifiggere ulteriormente l’arbitro Federico Dionisi ma è chiaro che il fischietto aquilano – con sole 12 direzioni in serie A alle spalle – non fosse una designazione di primo livello già in partenza.

Che dire poi di Luca Pairetto al Var: un figlio d’arte, fischietto d’esperienza e anche internazionale ma che evidentemente non vive una fase di carriera particolarmente brillante, dopo il clamoroso gol in fuorigioco concesso ad Acerbi in Spezia-Lazio di qualche mese fa.

La sensazione insomma è che Sampdoria-Atalanta per i vertici arbitrali sia stata l’occasione per far crescere un arbitro in campo e provare a recuperare almeno al Var un fischietto comunque pesante del nostro calcio.

Un ragionamento che ci poteva anche stare ma che a conti fatti ha portato un danno non da poco alla Sampdoria.

La Sampdoria ha la forza di battere i pugni sul tavolo del palazzo?

La Sampdoria merita rispetto. Ma chi batte i pugni sul tavolo del palazzo?

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Il tema però è un altro: oggi il club blucerchiato – sempre commissariato in attesa di una cessione che non arriva mai e sempre impigliato nel trust e nei concordati delle società a rischio fallimento di Massimo Ferrero – ha davvero la forza per battere i pugni sul tavolo e chiedere maggiore rispetto?

Nonostante la complicatissima situazione societaria io credo che la Sampdoria possa e debba alzare la voce almeno nelle sedi opportune dopo questo schiaffo di Ferragosto. Anche se è indubbio che il momento vissuto dal club abbia un suo peso anche nelle trame di palazzo, dove evidentemente molte altre società contano di più rispetto ai blucerchiati.

Marco Giampaolo ha contestato la decisione arbitrale in modo deciso ma sempre coi toni giusti, senza esagerare. Chiaro però che ora spetti al club farsi sentire, per evitare che l’episodio passi nel dimenticatoio o che addirittura la storia si ripeta in un inizio di campionato subito in salita che vedrà lunedì Audero e compagni nuovamente a Marassi contro la Juventus.

Nessuna critica al presidente della Sampdoria, Marco Lanna…

Questa naturalmente non vuole essere una critica per Marco Lanna che – come testimoniato dai 20 mila di Marassi al 13 agosto – sta facendo davvero moltissimo per tenere in alto i colori blucerchiati. Sono sicuro che il presidente è probabilmente il più arrabbiato di tutti in società per quello che è successo sabato. Perché diciamolo chiaramente oggi Lanna è il più sampdoriano di tutti in una società ancora troppo legata al passato e dove c’è bisogno di cambiare aria in fretta.

Il Ferragosto ha portato la rete ingiustamente annullata a Caputo con l’Atalanta e non ha portato le tanto attese novità sul fronte della cessione della società dopo il sostanziale ritiro del fondo Cerberus.

La sensazione è che l’attuale gestione sarà tra virgolette costretta ad andare avanti anche nei prossimi mesi, probabilmente anche per tutto l’anno solare in attesa di qualche vera svolta societaria. E dunque l’attuale management dovrà ricordarsi di indossare l’elmetto anche per difendere la Sampdoria da queste ingiustizie.

Poi certo gli errori arbitrali non devono diventare un alibi, e credo che con Giampaolo non lo siano mai stati.

Perché la Samp sabato ha giocato una bella partita contro una squadra tra le più attrezzate del campionato ma può e deve sicuramente migliorare sotto molti aspetti. Aspettando che anche le ultime settimane di mercato portino novità positive. Ma questa è un’altra storia…



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